AUGUSTA NON DEVE MORIRE DUE VOLTE

AUGUSTA NON DEVE MORIRE DUE VOLTE

Augusta Turiaco era una donna semplice e gioiosa. Chi l’ha conosciuta la descrive come una donna solare,  che aveva dedicato la sua vita alla sua famiglia,  alla scuola, ai suoi ragazzi che amava profondamente e dai quali era ricambiata.

Augusta ha sempre cercato di dare il buon esempio e per questo aveva accolto con entusiasmo la possibilità di vaccinarsi. Nulla  lasciava presagire quello che  sarebbe successo giorni dopo,  prima il forte malessere, poi l’emorragia cerebrale dovuta ad una trombosi, due interventi chirurgici in cui i medici del Policlinico di Messina hanno fatto di tutto per strapparla alla morte e poi purtroppo la fine. Eppure-come hanno raccontato i familiari e come ha scritto nei suoi esposti l’avvocato Daniela Agnello- Augusta Turiaco era in ottime condizioni di salute. Lo sgomento nasce proprio da questo.

“Abbiamo vissuto  un film dell’orrore,  un  vero dramma. Non pensavamo che  un soggetto sano, senza alcuna patologia, potesse raggiungere un quadro clinico come quello di mia sorella”.

Sono parole dure quelle che pronuncia  Nunzio Turiaco, fratello di Augusta, che, seppure molto provato, accetta di parlare perchè lui e la sua famiglia, insieme all’avvocato Daniela Agnello vogliono andare fino in fondo, vogliono  capire com’è morta Augusta.

Vogliamo la verità, ma la vaccinazione non deve fermarsi.

La sua famiglia, compreso il fratello Nunzio, era composta per lo più da medici, che credevano e credono ancora oggi che il vaccino sia l’unica via per uscire dal Covid.

“Augusta era felicissima di potersi vaccinare – ha raccontato il fratello – infatti la prima cosa che ha fatto è stato postare la foto sui social. Ricordo che si era lamentata all’inizio con me, perché non poteva fare la vaccinazione avendo già compiuto 55 anni. Nelle prime settimane, infatti, l’AstraZeneca era somministrato solo a coloro che avevano entro i 54 anni, quindi lei non rientrava. Subito dopo hanno allargato la fascia ed è arrivato il suo turno”.

Nunzio Turiaco – fratello della professoressa Augusta Turiaco

La professoressa Turiaco ha fatto il vaccino l’11 marzo. “Non aveva fatto nessuna prova prima perché godeva di ottima salute. All’epoca, inoltre, non c’erano le indicazioni da parte di Ema, Aifa o AstraZeneca per quanto riguarda le Trombocoagulopatie.  -Racconta Nunzio Turiaco- Queste sono state pubblicate il 25 marzo, quando tra le altre cose hanno cambiato anche il nome del vaccino e il foglio illustrativo, inserendo nelle avvertenze anche queste controindicazioni e avvertendo che bisogna recarsi immediatamente dal medico ai primi sintomi”.

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Sintomi che Augusta ha avuto dopo il vaccino ha detto  Turiaco.

“La prima ad avere un sospetto è stata la figlia Tiziana, che studia al secondo anno di neurologia. Vedendo che i sintomi di febbre e mal di testa persistevano, le ha fatto fare delle analisi cliniche, inserendo anche un valore che in genere, di routine, non si fa. Questo valore era di 225mila volte superiore al valore normale ed è stato questo a farci allarmare. Mai immaginavamo che si stesse svolgendo un disastro del genere nel corpo di mia sorella”.

IL 31 marzo è stata dichiarata la morte cerebrale di Augusta Turiaco ed i familiari rispettando la volontà della congiunta hanno donato le cornee. Nei suoi ultimi messaggi i pensieri per gli anziani genitori “prendetevi cura di loro” ha detto al fratello ed alla sorella.

IL DOLORE DELLA SCUOLA.

La professoressa Turiaco era circondata di tanto affetto, anche nella scuola dove insegnava, la Mazzini-Gallo. “Gli alunni hanno scritto tantissime parole su mia sorella, alcune sono state lette durante il funerale. Ci hanno commosso le parole della preside Maria Ausilia di Benedetto, che ha presentato la figura di mia sorella come era. Una persona semplice, che amava la musica, l’arte e che aveva dedicato una vita all’educazione dei suoi figli, che aveva cresciuto, tra l’altro, sola. Si era separata  dal marito, poi negli anni  il rapporto si è ricucito. Da allora i suoi figli sono diventati la sua priorità. Oggi Alessandro ha 22 anni e si è laureato ad ottobre in ingegneria meccanica, l’ultima gioia di mia sorella. Tiziana, invece, ha 25 anni”.

L’ESPOSTO.

Per capire com’è morta Augusta Turiaco l’avvocato della famiglia Turiaco, Daniela Agnello, ha presentato due esposti alla Procura della Repubblica di Messina.

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“Il primo risale a quando ancora mia sorella era in coma profondo. Ha generato un’inchiesta contro ignoti per accertare le cause che avevano portato mia sorella a quello stato. In questo esposto noi abbiamo chiesto verità e chiarezza su quello che stata succedendo ad Augusta Turiaco. Questo ci ha consentito anche di nominare dei consulenti di parte, che si sono associati ai consulenti di ufficio che hanno eseguito l’esame autoptico sul corpo. Secondo i nostri consulenti di parte non c’era niente di patologico nel corpo di Augusta, a conferma che godeva di ottima salute. Ovviamente dobbiamo attendere 30 giorni perché venga depositata la perizia da parte di tutti i periti per conoscere l’esito definitivo”.

Nell’esposto presentato dall’avvocato Daniela Agnello il 5 aprile, invece, la richiesta è quella della “sospensione cautelativa del vaccino AstraZeneca per le persone sotto i 60 anni, non una sospensione definitiva anche se personalmente nutriamo dei dubbi su  questo vaccino alla luce anche degli altri casi di trombosi avvenuti in Sicilia ed in Italia.

“Per noi c’è nesso causale e temporale con il vaccino. L’Ema stessa sottolinea che questi problemi si verificano tra il settimo e il quattordicesimo giorno dal momento della somministrazione del vaccino.  Sarà comunque la magistratura, sulla quale abbiamo immensa fiducia a mettere un punto su cosa abbia portato mia sorella a perdere la vita. Il caso può essere uno, ma quando ci sono altre coincidenze non si può più definire casualità, evidentemente c’è qualcosa che  va indagato”.

Chiarezza è quello che chiede la famiglia della professoressa Turiaco.

“Intanto noi desideriamo capire perché nostra sorella è morta,  vogliamo chiarezza e verità: non voglio che mia sorella venga uccisa una seconda volta affermando che sia stata casualità”.

Al di là delle supposizioni la stessa famiglia, fiduciosa, attende adesso le autorità competenti, certa che saranno loro a far luce sull’accaduto, per il bene della collettività.