LEONARDO: LA NUOVA SERIE SU DA VINCI TRA POCA REALTÀ E TANTA INVENZIONE

Di Leonardo da Vinci si è detto tanto, e della sua vita e del suo genio si è raccontato in serie TV, documentari e film. Quello che però vedremo da stasera su Rai 1 è tutta un’altra storia. O meglio, di storia ce n’è, ma anche tanta invenzione. Parliamo di Leonardo, nuova serie prodotta da Lux Vide con Rai Fiction, diretta da Dan Percival e Alexis Sweet e creata da Frank Spotnitz e Steve Thompson. Basata su varie biografie, potremmo dire che prende spunto da quelle poche certezze sulla sua esistenza e sulle sue opere più note, per poi spaziare e volare alto sulle ali della fantasia, sin dall’inizio. E non è un caso che la serie non sia tratta da un libro e che invece capiti il contrario. Ma andiamo con ordine.

La trama

Leonardo comincia infatti da una buia prigione dove il protagonista, interpretato da Aidan Turner, è sotto interrogatorio per omicidio. A subissarlo di domande, ma con la pacatezza di un investigatore che comunque alla verità vuole arrivare, è Stefano Giraldi, personaggio totalmente inventato, cui dà piglio e fattezze Freddie Highmore (The Good Doctor). Pensate che il libro di cui sopra ispirato alla serie è tutta la vicenda raccontata proprio da Giraldi. Fantasia, dunque, nella fantasia. La domanda però è: chi avrebbe ucciso Leonardo? Ed eccoci al clou di tutta la serie: la sua vittima sarebbe Caterina da Cremona, una giovane donna che gli aveva fatto da modella e che l’aveva affascinato per il suo essere “logora”, come lui stesso l’aveva definita al primo incontro, e pertanto vera. In realtà, nella realtà vera intendo (lo so, ci si può confondere), di tal Caterina si sa pochissimo. Secondo alcuni documenti ritrovati, pare che Leonardo chiedesse sempre la stessa modella, ecco perché è stata elevata a sua musa ispiratrice dagli autori della serie, e chiamata Caterina come la madre del protagonista. Della giovane, che pare provenisse proprio da Cremona, improvvisamente non si seppe più nulla. Tale repentina scomparsa è stata dunque colta al volo per creare la vicenda del suo omicidio attribuito, appunto, a Leonardo Da Vinci.

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Matilda De Angelis interpreta Caterina

Ad interpretare Caterina è la giovane star italiana del momento sempre più lanciata nell’universo delle produzioni internazionali: Matilda De Angelis, appena vista nella serie The UndoingLe verità non dette con Nicole Kidman e Hugh Grant (e anche lì non arriva all’ultima puntata). Che però nella versione italiana di Leonardo, girata ovviamente tutta in inglese perché composta da un cast multilingue, è stata doppiata. Il perché glielo abbiamo chiesto in conferenza stampa e lei ci ha risposto che essendo a Venezia su un altro set quando è iniziato il doppiaggio in italiano, avrebbe dovuto dedicarcisi troppo velocemente e che quindi, per non rischiare di rovinare tutto il suo bel lavoro in inglese, ha preferito affidare la sua recitazione vocale ad una doppiatrice di professione, che in questo caso è Myriam Catania.

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Tornando alla serie, la reclusione di Leonardo gli offre pertanto l’occasione di raccontare la sua storia con lunghi flashback: il suo apprendistato nella bottega del Verrocchio (Giancarlo Giannini), i suoi colpi di genio, l’invidia dei “colleghi”, Tommaso Masini in primis interpretato da Alessandro Sperduti e, appunto, il folgorante incontro con Caterina da Cremona. Il pathos da thriller la rende certamente più avvincente offrendoci elementi nuovi, per quanto inventati, che tengono quindi alta l’attenzione, e anche quell’aggrottare ogni tanto le sopracciglia nel chiederci “ma questa cosa non l’ho mai letta, sarà vera?” fa il suo lavoro. Del cast ovviamente – del quale citiamo tra gli altri anche Flavio Parenti, Giovanni Scifoni, Carlos Cueva, Miriam Dalmazzo, Pier Paolo Spollon – nulla da dire, così come della ricostruzione rinascimentale nei costumi e nella fotografia. L’importante è godersi la storia sapendo che non è “la Storia” con la S maiuscola e lasciandoci tirare su il morale dal pensare che se in quell’epoca così difficile l’uomo è riuscito a farcela contando su se stesso, ce la faremo pure noi.

Patrizia Simonetti

 

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