IL CICLO PITTORICO DIMENTICATO DELLA CRIPTA DEL DUOMO

In questi mesi finalmente l’antica chiesa della Madonna della Lettera, più comunemente conosciuta come Cripta del Duomo, è stata al centro dell’attenzione della cittadinanza in occasione della raccolta firme per la campagna nazionale i Luoghi del Cuore del Fondo per l’Ambiente Italiano. Al termine del progetto, l’importante monumento messinese, attualmente chiuso al pubblico, ha raggiunto il quindicesimo posto nazionale e il quarto posto regionale con ben 18.000 voti.

Non tutti sanno che la suggestiva struttura medievale, con la sua teoria di colonne greche e romane con sommitali capitelli bizantini, fu arricchita nel seicento di un interessante ma dimenticato ciclo pittorico dedicato al caro tema della Madonna della Lettera. Questa teoria di dipinti su tela era collocata tra gli stucchi attribuiti a Innocenzo Mangani e dopo il terremoto del 1908 hanno subito una vera e propria diaspora ed ancora oggi sono divisi in vari luoghi snaturando la loro unitaria composizione.

IL CICLO PITTORICO DIMENTICATO: LA STORIA.

La chiesa ipogeica divenne un luogo per eccellenza dedicato al culto della Patrona di Messina grazie alla Confraternita degli Schiavi della Madonna della Lettera che, fondata nel 1638, fece realizzare questo interessante ciclo pittorico ove si narrava la pia tradizione dell’arrivo a Messina di una lettera scritta dalla Madonna per il popolo mamertino.

La benemerita confraternita era nata dalla scissione tra i membri della congregazione dei giovani artisti sotto il titolo della Natività della Beata Vergine Maria la quale aveva sede presso la Casa Professa della Compagnia di Gesù. Il gruppo dei dissociati ebbe ospitalità presso la chiesa di rito greco di Santa Maria del Graffeo, detta la Cattolica, situata nei pressi del Duomo ove si venerava l’omonimo antico quadro della Madonna del Graffeo.

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Questi confrati decisero allora di fondare una nuova congregazione questa volta sotto il titolo di Schiavi della Madonna della Lettera. Il 25 Gennaio 1638 si rivolsero al Vicario Generale Mons. Giuseppe Stagno e al Capitolo Protometropolitano della Cattedrale per ottenere l’uso della Cripta esistente sotto il coro e l’altare maggiore del Duomo.

Il 2 Giugno dello stesso anno la congregazione prese possesso del nuovo oratorio, sontuosamente abbellito con stucchi e affreschi tutti dedicati alla storia della Sacra Lettera opera di vari artisti messinesi, con una pubblica processione di un antico quadro della Patrona di Messina che si conservava nella sagrestia del Duomo.

La dispersione dei dipinti.

Dopo il terremoto del 1908, resa inagibile il luogo di culto, i confrati vagarono in varie chiese e a poco a poco si dispersero mentre l’importante pinacoteca fu trasferita solo nel 1910 nel Museo ove ancora si conserva con varie collocazioni.

La cripta del Duomo descriveva nel dettaglio la maggiore gloria di Messina nel luogo più adatto per poterlo fare. Sull’altare maggiore era posta l’antica icona proveniente dalla chiesa del Graffeo con stilemi riferibili al tema dell’Odigitria. L’artista messinese Placido Campagna aveva realizzato una tela dedicata alla Predica di San Paolo ai Messinesi, mentre Placido Celi fece due tele poste ai lati dell’altare maggiore raffiguranti: la Vergine che accoglie l’Ambasceria e la Vergine in atto di scrivere la Lettera. Antonio Bova con Mercurio Romeo saranno gli autori degli affreschi dedicati ai Santi Messinesi ma già avevano iniziato qualche anno prima i confrati Antonio Tricomi e Antonio Tuccari. Tanti altri dipinti erano collocati nei riquadri oggi vuoti tra le pareti della chiesa.

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Oggi al Museo si conserva: una Predicazione di San Paolo ai Messinesicon lo sfondo del porto riferibile alla tela già citata di Placido Campagna e una Predicazione di San Paolo vicina agli stilemi di Alonzo Rodriguez. Sempre nell’ambito di Rodriguez è riconducibile la tela dei Messinesi con San Paolo che scrivono una lettera alla Vergine, la Consegna della supplica dei Messinesi alla Vergine e il San Bacchilo che conduce in processione la Lettera della Madonna. Di altro pittore risulta il cosiddetto Sbarco di Don Giovanni che in pratica raffigura la Partenza degli Ambasciatori e la Consacrazione di San Bacchilo attribuito a Giovan Battista Langetti. Riferibile a Placido Campolo l’interessante Ambasceria dei Messinesi alla Vergine con veduta della Città. Solo alcuni di questi dipinti sono esposti nelle sale del nuovo Museo mentre diversi rimangono nei depositi ed addirittura due tele sono custoditeda diversi anni nell’ufficio di gabinetto del Prefetto di Messina.

Sarebbe auspicabile, a conclusione dei lavori di restauro alla Cripta, che le tele sopravvissute vengano restituite alla sede originale affinché si ricomponga un tassello importante della storia religiosa ed artistica della Città di Messina.

In attesa di questo ritorno già diversi anni fa, in occasione della rassegna Fede Arte Musicadiretta da Mons. Lillo Gulletta, fu proposta alla cittadinanza una mostra documentaria di questo importante ciclo pittorico che rimane ancora oggi in parte dimenticato.

Marco Grassi.

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