GIANNI AGNELLI: VITA, PASSIONI E FRASI CELEBRI A 100 ANNI DALLA NASCITA

Gianni Agnelli, all’anagrafe Giovanni Agnelli, proprio oggi avrebbe compiuto 100 anni. Nato a Torino il 12 marzo 1921, era figlio di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte dei Principi di San Faustino. Esempio di eleganza ed emblema del Made in Italy nel mondo, l’avvocato, così come tutti lo chiamavano per via della sua laurea in giurisprudenza mai utilizzata, è ancora oggi un’icona di stile tanto da far diventare di moda il celebre orologio portato sopra il polsino della camicia.

Ammaliante, seduttore, molto amato dalle donne, la sua vita è stata un tutt’uno con la storia italiana.  Fiat e Juventus: queste le sua grandi passioni. Agnelli approda alla guida della Fiat, l’azienda di famiglia, nel 1966 e di lì a poco si trova a dover fare i conti con scioperi, tensioni sociali, terrorismo. Sin da subito mostra grandi capacità di mediazione con le parti sociali e nel ‘74 diventa presidente di Confindustria. Primo sostenitore dell’internazionalizzazione della Fiat, fu lui all’inizio degli anni 2000 ad aprire all’intesa con General Motors.

Ma fu la Juventus il suo amore più grande sia come presidente del club dal 1947 al 1954, che da tifoso accanito per tutta la vita. Tanti successi per il capitano d’industria, ma non pochi dolori per l’uomo Agnelli: il suicidio del figlio Edoardo e la morte prematura del nipote Giovannino, presidente della Piaggio e considerato il suo naturale successore, scomparso a causa di un cancro a soli 33 anni lo segneranno per sempre.

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A causa del Covid non sono previste celebrazioni per ricordare Gianni Agnelli. Per l’occasione però, il ministero dello Sviluppo economico gli renderà omaggio emettendo un francobollo speciale in 300mila esemplari: lo stabilimento di Mirafiori sullo sfondo, con davanti un suo ritratto e la firma autografa.

Noi vogliamo ricordarlo attraverso le sue 10 frasi più celebri, pronunciate nel corso di interviste o trasmissioni televisive e che ne tratteggiano anche la personalità.

«La creatività è il piacere più grande. È il solo vero valore aggiunto della vita, capace di comprendere tutti gli altri».

«Tutto quello che ho, l’ho ereditato. Ha fatto tutto mio nonno. Devo tutto al diritto di proprietà e al diritto di successione, io vi ho aggiunto il dovere della responsabilità».

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«La mia vita coincide per tre quarti con quella della Fiat. E il mio rapporto con la Fiat è per metà di memoria e per metà di vissuto».

«Un padrone che non esige che un’impresa dia profitto è un pessimo padrone».

«Si può fare tutto, ma la famiglia non si può lasciare».

«Ho conosciuto mariti fedeli che erano pessimi mariti. E ho conosciuto mariti infedeli che erano ottimi mariti. Le due cose non vanno necessariamente assieme».

«Ognuno è playboy. Tutti ci provano, alcuni ci riescono, altri no».

«Un uomo che non piange, non potrà mai fare grandi cose».

«Gli uomini si dividono in due categorie: gli uomini che parlano di donne e gli uomini che parlano con le donne. Io di donne preferisco non parlare».

«La Juve è per me l’amo­re di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d’amore».

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