LA NUOVA MESSINA DELLE MERAVIGLIE DI “VISITME”

Sono stati mesi fruttuosi quelli del Covid, che sono serviti a pensare, riflettere e produrre, avviando il cammino verso la nuova Messina delle meraviglie.

Un progetto conosciuto come “VisitME“, di cui avevamo già sentito parlare. Adesso sta prendendo forma, grazie alla messa in campo di sinergie tra le attività cittadine e appoggio da parte delle Istituzioni. Risultato? L’immagine di una Messina post-Covid dal volto nuovo, pronta a rilanciarsi e ripartire. L’Assessore alla Cultura di Messina, Enzo Caruso, lo racconta.

GUARDARE MESSINA CON OCCHI DIVERSI.

«Partiamo dal presupposto che bisogna guardare la città con occhi completamente diversi. Immagino Messina non più come una città di passaggio, ma di sosta, dove la gente decide di venire e rimanere».

«È un progetto che faceva parte del programma del Sindaco, io sono stato incaricato di metterlo in campo e fare goal. Volevo portare nella nostra città quello che vedevo nei miei viaggi. Mi sono detto: se negli altri posti questi progetti esistono, cosa ha di meno Messina per non farlo? Ho iniziato a mettere nello stesso tavolo tutti gli operatori del settore, perché saranno loro gli attori, io sono solo il regista, l’olio che muoverà il motore. Sto creando le condizioni per farli lavorare bene».

A breve verrà, inoltre, lanciato un sito web dedicato a “VisitME”, una sorta di vetrina dove verranno inseriti, siti, attività, pacchetti turistici.

«All’interno del progetto Agorà verrà sviluppato un sito web che attraverso immagini a 360° filmate con droni, vedremo una Messina che nessuno ha mai visto. Penso al Gran Camposanto, il canottaggio sul lago di Ganzirri, i Peloritani. Luoghi attenzionati dalle associazioni che li gestiscono. Sul sito il turista potrà vedere Messina, ma non solo. Il tour operator, l’agenzia di viaggi, avranno del materiale per costruire dei pacchetti in città. La nostra idea è quella di riuscire a far passare qui un weekend alla gente, con pacchetti di trasporto, di pernottamento, e di visita ai musei».

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Cosa vedrà il turista in arrivo a Messina?

«Abbiamo realizzato una cartina con 6 percorsi di colore diverso, che il visitatore potrà fare anche in maniera autonoma, semplicemente fotografando il QR code inserito nella mappa messa a sua disposizione, che lo porta direttamente su Google maps. Alla portata di tutti.

Stiamo mettendo, lungo questi percorsi, una segnaletica a colori, per cui sarà una vera e propria caccia al tesoro che porta nei luoghi e nelle attrazioni di Messina: Museo regionale, Museo di Sant’Annibale, Rocca Guelfonia, Teatro, la Chiesa delle Barette.

Avremo anche un Museo di Scienze Naturali accanto all’info Point, dove si potranno osservare le bellezze dello stretto: crostacei, pesci, rocce».

Il fiore all’occhiello? Il Palacultura.

«L’attrazione più particolare è il Palacultura, come polo di attrazione turistico-culturale. All’interno c’è un progetto, in fase di collaudo, che include: teatro immersivo, pinacoteca digitale, una saletta didattica per le grandi mostre, la galleria d’arte moderna che verrà messa in sicurezza e chiusa, l’archivio storico e biblioteca comunale, biblioteca per i bambini. Infine sarà allestita una mostra permanente della Vara e dei Giganti, dove verranno inseriti filmati e reperti che metteranno a disposizione i collezionisti».

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Queste attrazioni rendono Messina appetibile non solo per il crocierista, ma anche per il semplice turista e per le scuole. «Immagino i ragazzi del nord che vengono in Sicilia visitino Messina, e poi vadano a Taormina e nelle altre città».

Sinergia anche con le compagnie crocieristiche.

«L’Autorità portuale intanto si sta mettendo in contatto con le compagnie crocieristiche per far permanere le navi nel nostro porto anche nella notte, quindi prolungare i tempi di sosta».

Le strutture ricettive.

Questo progetto vuole dare sprint al turismo, alla ristorazione, alla ricezione.

«Colgo l’occasione per lanciare una provocazione. Non dovremmo nemmeno costruire nuove strutture ricettive per i turisti, ma di potrebbero rivalutare quelle esistenti. Per esempio le strutture gestite dalla Chiesa, che in questo momento si stanno svuotando. Anche perché queste strutture sono dotate di spazi sufficienti, parcheggi interni, cortili.

Altra idea è quella di sfruttare appartamenti liberty, con proprietari disposti ad accogliere il turista di nicchia che decide di dormire da principe dentro una struttura di questo tipo».

Il materiale c’è ora non resta solo che convincere i messinesi a crederci, specializzarsi, mettersi in gioco, lavorare insieme per un unico progetto.

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