“LUCIO DALLA”: LA STORIA DEL CANTAUTORE CHE CONQUISTÒ L’ITALIA RACCONTATA IN UN LIBRO

La biografia “Lucio Dalla”, uscita nelle librerie il 23 febbraio, racchiude un ritratto del cantautore, costruito recuperando le piccole tracce inedite. Il libro è firmato dalle due autorità del giornalismo musicale, Ernesto Assante e Gino Castaldo.

Aveva dita troppo corte per suonare il piano, non conosceva abbastanza la musica per comporre, aveva un fisico lontano da ogni canone, aveva collezionato insuccessi discografici, non aveva una cultura da intellettuale. Eppure è diventato uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana”.

Questo è un estratto di poche righe che racchiude l’essenza del racconto scritto dai due giornalisti. Un libro di 372 pagine, edito da Mondadori, in cui si ripercorrono i momenti essenziali della vita di uno dei cantautori italiani più profondi e amati.

Il racconto profondo di una grande vita. 

Da “caro amico” a cui è scritta la lettera della canzone “L’anno che verrà”, al tour di “Banana Republic” con Francesco De Gregori, iniziato in una giornata che prometteva pioggia. Poi ancora la storia di “Futura”, scritta in mezzora, seduto su una panchina di fronte al Muro di Berlino.

LEGGI ANCHE  NUOVE GENERAZIONI E WEB: IL SOCIOLOGO FRANCESCO PIRA PRESENTA "FIGLI DELLE APP"

Non solo musica, ma anche il lato umano di un cantautore che dedicò una grande parte della sua vita alla beneficenza: ogni 6 gennaio Lucio organizzava una cena per poveri e senzatetto da Napoleone, una pizzeria nella periferia di Bologna.

Immancabile una parentesi su “Caruso”, che nasce al Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento, dove Dalla si rifugia dopo un’avaria alla sua barca “Catarro”. L’ispirazione viene visitando la suite dove aveva vissuto un paio di mesi il tenore Enrico Caruso poco prima di spegnersi nel 1921.

Si finisce poi nell’ultimo Festival di Sanremo nel quale Lucio Dalla fu invitato dall’amico di sempre, Gianni Morandi. Non vuole partecipare da ospite, però, bensì da direttore d’orchestra e coautore per la canzone “Nanì” di Pierdavide Carone, quinta classificata.

L’esibizione nella serata finale del Festival (il 18 febbraio) è l’ultima di Dalla in Italia.

4 marzo 1943.

Compie oggi 50 anni “4 marzo 1943” il grande successo di Lucio Dalla interpretato al Festival di Sanremo nel 1971. A rendere omaggio al brano senza tempo saranno i Negramaro ospiti stasera della puntata del Festival dedicata alla canzone d’autore.

LEGGI ANCHE  MARIA GRAZIA CUCINOTTA: “QUELL’UOMO CHE MI AFFERRÒ IL COLLO…”

“4 marzo 1943” è una pietra miliare della musica d’autore italiana. Nel 1971 Dalla arrivò terzo, ma a furor di popolo  venne ritenuto il vincitore morale del festival, grazie alla bellezza ed alla forza della sua straordinaria poesia in musica, assolutamente innovativa per quegli anni.

La canzone raccontava la storia di una ragazza madre con un figlio avuto da un soldato alleato. Per arrivare al Festival, il pezzo subì la censura del tempo. Nonostante i cambiamenti del testo, la melodia del brano portò al grande successo la canzone.

“4 marzo 1943” ebbe anche un grande successo commerciale. In Italia entrò in hit parade nella versione degli Equipe 84, Dalida e Chico Barque de Hollanda la interpretarono rispettivamente in francese e portoghese.

In gara, un omaggio a Lucio Dalla lo farà Ermal Meta che ricorderà il cantautore con “Caruso” insieme alla Napoli Mandolin Orchestra.

 

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI