REGGIO CALABRIA: LA CRISI ECONOMICA E LA PROTESTA “ARTISTICA” DI UN IMPRENDITORE

Ormai da una decina di giorni la Calabria è in zona gialla a seguito dell’ordinanza firmata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza. La zona gialla, come noto, prevede misure e restrizioni più leggere, infatti bar e ristoranti sono aperti fino alle 18, gli studenti delle superiori sono in presenza almeno al 50%, vige il coprifuoco dalle 22 alle 5, ma restano chiusi cinema, teatri, sale scommesse, sale da gioco, discoteche, sale da ballo, sale da concerto, palestre, piscine, parchi tematici, terme e centri benessere. Attività chiuse da ormai troppo tempo. Cambia ben poco dunque, sia per gli imprenditori e commercianti che operano in questi settori, che purtroppo hanno le serrande abbassate da ben 7 lunghi mesi, sia per gli altri. Le aperture a singhiozzo, la poca gente in giro ancora comunque terrorizzata dalla pandemia, non consentono una vera e propria ripartenza, nonostante la regione sia stata inserita in una fascia di rischio bassa.

Il grido di dolore degli imprenditori reggini

Reggio Calabria, una città già con le sue problematiche di fondo, stenta a rialzarsi. Sul Corso Garibaldi e sulla Via Marina si vede un può più di movimento, molta gente esce oramai stanca di restrizioni che privano la libertà, ma non entra “come dovrebbe” nei negozi perchè non vuole o probabilmente non può entrare, idem nei locali, limitati comunque a terminare alle 18 il servizio al tavolo. Lo sa bene il signor Santo Cama proprietario di un noto locale di Reggio nel centro città, che proprio in questi giorni, sta ospitando un altrettanto conosciuto artista reggino, Roberto Rogolino, per realizzare delle installazioni fuori dal locale, che esprimono proprio il malcontento e il grido di protesta di tutti gli imprenditori e commercianti contro questa situazione: la pandemia c’è, ma non è possibile essere abbandonati dalle istituzioni!

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Roberto con la sua arte vuole rappresentare proprio questo, e farsi portavoce di una situazione che sta diventando sempre più insostenibile. Da sempre affascinato dalla Street Art, ne fa un linguaggio proprio e in questo caso la scultura ideata, che l’artista definisce Street Pop, rappresenta una grossa gomma rosa che cola con grandi gocce, una massa dunque amorfa che vuole divorare un lingotto d’oro.  “I materiali – racconta Roberto – cambiano aspetto, un blocco di cemento diventa all’occhio del fruitore una grande gomma d’oro, l’opera nasce come intervento decorativo nel locale reggino, questa volta però, non si parla di mera arte che ricerca il bello, ma la mia installazione – prosegue l’artista – cela un messaggio di denuncia, ispirato dal periodo e dallo stesso locale bar-ristorante, colpito dalle restrizioni derivate dal covid-19, come so bene anche io avendo un’attività”, precisiamo infatti che Roberto nasce come tatuatore, molto amato e apprezzato in città, i suoi tatuaggi, a detta di molti, sono “quadri”. “Si spera comunque che la città possa piano piano ripartire, a tal proposito, riguardo la piattaforma reggioshopping.com creata ad hoc per aiutare l’economia reggina, afferma: “Può essere utile, perché i soldi continuano a girare anche nel territorio e non escono solo per finire nelle grandi piattaforme come Amazon ecc… certo mi auguro che non resti un progetto utopistico e che ancor meglio la gente possa presto uscire a fare shopping in tranquillità, per il momento però la situazione è questa e non è assolutamente delle migliori”.

Un “Blob” che uccide l’economia

Lo stesso signor Cama tramite social, ha avuto sempre il coraggio e trovato il modo di comunicare il proprio disagio, a volte in maniera ironica, ma mai volgare e sempre schietta e diretta. E nel caso di questa scultura, quindi, l’artista, è stato direttamente ispirato dal committente. “La gomma rosa – spiega ancora Roberto – dal colore e dall’aspetto morbido, dolce e apparentemente innocuo e delicato, è un Blob, vi è quindi un richiamo alla Pop Art, ma soprattutto vuole ricordare “Blob”, la celebre trasmissione televisiva ironico satirica, entrambi si rifanno alla filmografia ricordando i film “Blob” del ’58 e”Blob il fluido che uccide” dell’88. Questa massa rosa amorfa è perciò tutt’altro che innocua, è pericolosa e in questo caso sta distruggendo un lingotto d’oro che rappresenta l’economia, una gomma che deve proteggere dagli urti invece è lì, per simboleggiare il pericolo”.

Il pericolo del periodo e delle restrizioni con le zone a colori rossa, arancione, gialla. Roberto con la sua opera di grande attualità e di forte impatto, ha dunque interpretato quello che è il pensiero che accomuna tantissimi imprenditori, commercianti e liberi professionisti reggini che al mattino, alzano (chi può) la loro saracinesca con tanta paura e incertezza per il futuro.

Sonia Polimeni

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Ph. Silvana Marrapodi

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