NINO SANTORO E IL SUCCESSO DEL SUO “SAIGON”, IL COCKTAIL PIÙ AMATO DAI MESSINESI

NINO SANTORO E IL SUCCESSO DEL SUO “SAIGON”, IL COCKTAIL PIÙ AMATO DAI MESSINESI

Alzi la mano chi a Messina non ha mai gustato un bel Saigon! Quasi impossibile non averlo mai provato dopo una lunga giornata di lavoro o un sabato sera con gli amici prima di una cena. La pandemia ha stoppato bruscamente abitudini consolidate e quel pizzico di convivialità che dava respiro alle settimane frenetiche tra professione e famiglia, ma presto tutto tornerà come prima.  Nel frattempo conosciamo meglio la storia del Saigon e di colui che lo ha portato al successo, il barman Nino Santoro.

L’ideatore del Saigon fu in realtà Franco Lombardo, ma a Santoro, che già da quando aveva 14 anni collaborava con lo zio nel suo bar di Taormina, va il merito di averne revisionato la base alcolica. Fu questo cambiamento che portò il Saigon al successo. Da quel momento si può dire che questo cocktail divenne uno dei più consumati e apprezzati dai messinesi.

Ma non è questa l’unica vittoria della carriera di Nino Santoro, che conta più di 60 premi vinti, tra cui il mondiale di cocktail del 2004 a Las Vegas, in cui ha rappresentato l’Italia, arrivando ad un quarto posto su 57 concorrenti. Ma andiamo a conoscerlo meglio.

Qual è stato il percorso che lo ha portato a rivoluzionare la base del Saigon, portandolo al successo?

“Sono arrivato al Lombardo nel 1993 prendendo il comando del bancone, il Saigon era una ricetta che si preparava dal 1988, senza però riscuotere successo. Questa era la sua ricetta: 4 cl . Di gin – 1 cl. Di vermouth dry- 2cl. Coca buton -1 cl.granita di limone-2 cl. Spumante brut.

La mia rivisitazione invece prevedeva un cambiamento della base alcolica, utilizzando la vodka invece del gin, per una base neutra e inodore. Ho diminuito poi la dose della Coca Buton, perché rendeva il drink troppo dolce, dolcezza che era già resa dalla granita di limone. Infine ho abolito lo spumante, e cosi dal 1993 ad oggi in città si prepara la mia di ricetta che ha portato il Saigon al successo. Io, infatti, in tutti i corsi lo presentavo agli aspiranti barman, che poi lo riproponevano nei loro locali , e così la gente con il passa parola, ha iniziato a conoscere ed apprezzare il Saigon del bar Lombardo”.

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È stato chiamato a fare parte dell’ Associazione Barmen Italiani (A.B.I.) Professional,  di cosa si occupa?

“Da quest’anno faccio parte di A.B.I. Professional, un’associazione parallela all’AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) nata nel 2014 a Milano e diventata celebre grazie alla presenza di Personaggi del Calibro di Umberto Caselli, già presidente per dodici anni di AIBES e altri dodici d’International Bar Association.

Lo scopo di A.B.I Professional e di divulgare il gusto del buon bere e di sensibilizzare a bere responsabilmente. Questo lo fa attraverso iniziative ed eventi a livello Nazionale, riunendo all’interno l’eccellenza del Bartending. Inoltre, in ogni Regione d’Italia vengono organizzati corsi di formazione per giovani Barmen professionisti. Io nello specifico sono il responsabile per la zona Di Messina e collaboro per la sua crescita. Siamo ancora un’associazione giovane che sta crescendo di anno in anno, in questo momento siamo fermi per colpa del COVID ma siamo molto attivi sui social con delle masterclass del settore, ma appena si potrà ripartire inizieremo ad organizzare i corsi di 1° e 2° livello”.

 Quali sono oggi i gusti degli italiani? Quali sono i cocktail più richiesti?

“I gusti degli italiani rispetto al passato sono cambiati, una volta il cliente si affidava al barman mentre oggi il cliente è preparato e sa quello che vuole bere, infatti è lui stesso che chiede il vermouth premium, il bitter premium o il gin premium. La tendenza principale oggi, rispetto ad una volta che si preferiva il secco, è quella di bere alcolico ma più morbido, come: il Negroni, il Martini Cocktail, Margarita, spritz, moscow mule, Martinez, whiskey sour, old, Fashioned, Boulevardier, daiquiri. Tutti i cocktail più richiesti”.

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Quali le differenze tra i barman di qualche anno fa e quelli di oggi?

“Il mondo del bere miscelato è in continuo cambiamento. Oggi il Bartender, si differenzia dal Barman moderno in alcune peculiarità. Il barman vecchia scuola e più esigente nel servizio, ha molta più cura dell’ospite del locale per farlo sentire come se fosse a casa sua. Resta una figura sempre elegante nel vestiario e nei gesti oltre ad essere più umile. La figura moderna, differisce sia nelle tecniche che nell’approccio, ma anche nello stile, possiamo dire un po’ più all’avanguardia e con una gestualità più rapida, che rispecchia la vita di oggi”. 

 Quali caratteristiche non possono mancare in un barman?

“le caratteristiche cardine di un Barman devono assolutamente essere: classe, eleganza, umiltà, passione, tanta formazione e non smettere di viaggiare e fare esperienze”.

7) Condivide con i lettori di Me Style una sua ricetta? 

“Il drink si chiama Ciuri Ciuri ed è un cocktail con prodotti del territorio: 4 cl. Di Gin aromatizzato con salvia e alloro,  2 cl liquore al finocchietto selvatico Giardini D’amore, 3 cl. Premix di agrumi in parte uguale limone-pompelmo e arancia- 1 cl . Bitter Campari. Si prepara nello Shaker con ghiaccio cristallino. Servire nel bicchiere old fashioned con ghiaccio”.