LOTTA CONTRO L’INQUINAMENTO: A MESSINA ARRIVANO LE “PATTUGLIE” DEL MARE

Il Ministero dell’Ambiente, guidato da Sergio Costa, mette in atto una nuova strategia per limitare l’inquinamento dei mari e delle coste. A renderlo noto la senatrice messinese Barbara Floridia (M5S): «Predisposta una flotta di navi che pattuglieranno e ripuliranno mare dai rifiuti e dalla plastica».

Soprattutto nello Stretto di Messina, quello dei rifiuti in mare è uno degli argomenti caldi del momento. Il nostro mare sarebbe, infatti, quello che si aggiudica il “guinnes” mondiale per la più alta densità di rifiuti sul fondale. Lo ha affermato qualche settimana fa uno studio di un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’Università di Barcellona, in Spagna.

Sono dati di cui si parla da anni e finalmente il Ministero dell’Ambiente si è attivato per rimediare, o per lo meno limitare i danni.

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Cosa farà la flotta antinquinamento?

Floridia spiega le azioni che verranno messe in atto contro l’inquinamento delle coste messinesi.

«In particolare questi mezzi navali, oltre a intervenire in caso di inquinamento da idrocarburi, opereranno anche per ripulire il mare dai rifiuti e dalla plastica. Saranno 33 in totale le unità che controlleranno le coste del nostro Paese, sia nei pressi delle foci dei fiumi che nelle aree marine protette. In Sicilia le navi saranno 2 d’altura e 5 in pattugliamento costante.

Nella nostra provincia di Messina saranno impiegati 2 mezzi: la Ievoli Red stazionerà nei pressi della Città dello Stretto e interverrà in caso di necessità e la nave Alce Nero pattuglierà le nostre coste per monitorare, prevenire e per raccogliere i rifiuti presenti in mare.

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Con queste attività di controllo verrà così tracciata la presenza, la quantità e la qualità dei rifiuti marini galleggianti e della plastica raccolta in mare. Tutto questo sarà fondamentale al fine di valutare iniziative di contrasto del fenomeno della plastica in mare, in linea con gli impegni internazionali assunti dal nostro Paese.

L’utilizzo di questa flotta rappresenta, quindi, un segnale importantissimo, uno strumento fondamentale per la difesa dell’ecosistema marino ed un ulteriore passo nella battaglia globale contro la plastica».

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