MA QUANTO CI SIAMO DIVERTITI AL RE ARTU’!

MA QUANTO CI SIAMO DIVERTITI AL RE ARTU’!

Oggi è alla guida della pizzeria e dell’enoteca “Il Siciliano” ma la passione per i locali Danny Anna ce l’ha sempre avuta.  All’inizio degli anni 90,  insieme a Franco ed Enzo Currò ed a  suo fratello Massimo ideò il Re Artù, il locale cult dei giovani messinesi che amavano la musica ed il divertimento semplice.

Il Re Artù si trovava al primo piano di un vecchio stabile nella parte più bassa della via Maddalena, dopo la via La Farina. Nell’androne del palazzo c’erano delle macchine antiche. Si salivano le scale ed appena entrati si apriva un mondo!

“Allora a Messina non c’erano locali, c’era solo il Joes Garage  che nacque prima di noi e faceva tanti bei concerti soprattutto jazz.” Racconta Danny. “ Noi invece eravamo un club aperto tutte le sere, la nostra serata top era il venerdì, il locale era sempre pieno di bella gente che aveva voglia solo di divertirsi.”

 

Per entrare al Re Artù ci si doveva tesserare. In quegli anni era praticamente impossibile ottenere una licenza per aprire un locale pubblico. Per superare il problema Franco, Enzo, Danny e Massimo fondarono un’associazione e con quella si muovevano secondo  le leggi del tempo. “Il nostro statuto andava letteralmente a ruba.” Ha aggiunto ancora Danny Anna “Ricordo che lo diedi anche ad altri imprenditori che poi aprirono altri club in città. Poco dopo infatti nacquero locali come il Din Don Dero con le prime drag queen, il locale di Dino del Pub di via Tommaso Cannizzaro dove si cavalcava il toro meccanico ed altri ancora.”

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Danny Anna

 Il Re Artù era il tempio del divertimento a Messina.

In zona sin dalle 22  ma anche per tutte le vie limitrofe non si trovava un parcheggio, al Re Artù si andava per ascoltare musica ma anche per giocare. La direzione metteva a disposizione tanti giochi di società, dama, shangai, monopoli. Si poteva bere birra, cocktail, mangiare  panini con la salsiccia, hamburgher insalatone e patatine a tutte le ore. Nel fine settimana restava aperto fino alle 3 di  notte ed oltre.

Ci si sedeva davanti a dei tavoli o delle botti, la luce era d’atmosfera e con tante candele. C’erano anche i telefoni per parlarsi da un tavolo all’altro e per…acchiappare la più carina senza conoscersi.

Al Re Artù prima di approdare al Jesus Christ Super Star e poi diventare cantante  tenne i suoi primi concerti Olivia Cinquemani, si  sono esibite numerose live band e personaggi  come Dario Bianco. Si organizzavano feste e serate a tema in vari periodi dell’anno a Natale, a Carnevale, l’8 marzo, con tanto (allora) di simpatici e ironici streap tease.

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Al Re Artù potevi incontrare Nino Frassica con Daniela Conti, Marina La Rosa. La domenica c’era il piano bar di Fulvio Flores, ma suonavano anche i Bill To Spanish con le sonorità alla Gipsy King, Leo Verde, Gianluca Rigano, Tony Canto e tantissimi altri.

Al Re Artù quando l’atmosfera saliva si ballava ovunque.

Sulle sedie, sui tavoli, davanti al bancone del bar, in pista.  Negli anni 90 come detto  non c’erano a Messina locali dove trascorrere le serate e per andare in discoteca si andava  fuori Messina, soprattutto alla Giara di Taormina.

Ma quello che rendeva unico il Re Artù era proprio l’atmosfera, il  divertimento, l’aria di novità che  regalava a Messina.  Cameo del locale l’armatura in ferro,  simbolo del club che si trovava in fondo accanto al palco, dove, a notte fonda, quando l’alcool allentava i freni inibitori, richiamava accanto a sé tanti frequentatori del club che davanti alla corazza si lanciavano in  improbabili dialoghi.

Il divertimento dei primi anni 90 a Messina era anche questo.