“OGGI TI PORTO SUI NAVIGLI!” TOUR TRA BELLEZZE E CURIOSITÀ DEI CANALI MILANESI

“Oggi ti porto sui Navigli!” Un tour che parte da quartiere Tortona e arriva al porto vecchio di Milano in cui storia, arte e curiosità si fondono, creando un’atmosfera di grande fascino. Pochi locali aperti ma tante famiglie a passeggiare sulle rive, i pescatori del Naviglio restano fedeli alla loro attività e anche il mercato comunale Expo resta il più frequentato di Milano: “anche se è dura bisogna continuare a darsi da fare, non abbiamo scelta, e poi dobbiamo anche sorridere, i Navigli sono più belli quando si è felici!” le parole del gestore di una gastronomia in Piazza 24 Maggio.

A Milano si corre, si entra in un bar e non ci si siede al tavolo, si beve un caffè corto come i tempi e poi si scappa via, veloci, su un tram o su di un metrò. Non è di certo il posto in cui ci si immagina fare una passeggiata rilassante e appena arrivato qui, ebbi davvero paura di non poter vivere in una città così vorticosa, che tra un impegno e l’altro, non fa godere nemmeno un momento piacevole come due passi in compagnia. Questo l’ho pensato finché mi sono fidato di una cara amica che mi ha detto: “Oggi ti porto sui Navigli!”. Lei già sapeva che mi avrebbe portato nel luogo che tutt’ora mi affascina e mi incuriosisce più di tutti in questa città. Il contrario di grigio, di triste, di anonimo, i Navigli sono la zona più sognante di Milano, raccontano tantissime storie e fanno parte di una storia ancora più grande, scritta dai grandi architetti e scienziati italiani , che hanno dedicato secoli di perfezionamenti a una delle opere, cosi possiamo chiamarla, più grandi della nazione.

Le origini di questi canali risalgono alla seconda metà del XII secolo quando, dopo la distruzione della città per mano di Barbarossa, si diede inizio alla costruzione del primo tratto navigabile, il Ticinello e il via ai lavori del Naviglio Grande. Gli sviluppi del canale si velocizzarono grazie al volere di Francesco Sforza, Milano arrivò così ad avere 90 km navigabili, con ben 25 conche. Il grande Leonardo da Vinci, commissionato da Ludovico il Moro, progettò un nuovo sistema di canali che permettessero una migliore navigazione dalla Valtellina fino al territorio milanese e all’interno della città stessa. La “Conca dell’Incoronata”, progettata da Leonardo da Vinci, e tutt’ora visibile.

Nel 1805, infine, con Napoleone si completò la costruzione del Naviglio Pavese. Fu proprio questo periodo che vide il massimo sviluppo dei collegamenti, durane il fascismo, invece, i Navigli vennero progressivamente coperti e nel 1930 la cerchia interna fu coperta totalmenteDa allora molte cose sono cambiate ma in meglio: le acque sono state depurate e sono tornate navigabili come un tempo, grazie anche a istituzione storiche come Canottieri Milano che, dal 1890, non ha mai  smesso di formare i nuovi campioni di canottaggio fluviale, ma da alcuni anni si parla anche di riaprire i Navigli. Nel 2015, in occasione di Expo, il quartiere è stato oggetto di un grande lavoro di rinnovamento, che ha ripristinato in parte la sua struttura originaria, riaprendo un tratto del Naviglio Grande. Dell’intero sistema di collegamento, attualmente, restano visibili solo il Naviglio Grande e quello Pavese, collegati dalla Darsena, e il Naviglio Martesana nel nord-est della città. 

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Oggi il quartiere dei Navigli è uno dei quartieri più trendy e pittoreschi d’Italia, prima del Covid, ma lo sarà anche dopo, è il simbolo della vita notturna animato da mercati e bancarelle anche di giorno, con i suoi vicoli che si affacciano a case di ringhiera, botteghe, librerie, negozi di moda vintage, antiquariati, ristoranti e locali di tutti i tipi. Lo spirito giovane e frizzante di chi la vive si sposa con l’atmosfera di un piccolo paese, con le sue storie e le sue tradizioni. L’anno scorso, Ripa di Porta Ticinese, lungo il Naviglio Grande, è stata inserita dal New York Times tra le 12 strade più belle in cui passeggiare in Europa e sicuramente la più ispirante per gli artisti che l’hanno vissuta, tra i più importanti, la mitica Alda Merini, la poetessa e regina dei Navigli, che li ha vissuti e raccontati con passione fino a quando le è stato concesso dalla vita.

Il mio tour parte da Via Tortona, passeremo di fronte a MUDEC, BASE e ARMANI SILOS per poi proseguire sui Navigli. Andrò a vedere le bellezze delle casere e delle case di ringhiera, fino a giungere al celebre Vicolo dei Lavandai, Darsena e il suo mercato in un percorso suggestivo dove storia, arte e tecnica si fondono, creando un’atmosfera di grande fascino.

Poco distante dal Naviglio Grande, si trovano diversi musei caratterizzati dal riutilizzo di vecchie fabbriche o cascine, il nostro Tour parte proprio da qui, via Tortona.

Tra i complessi utilizzati per le mostre e i laboratori quello senza dubbio più conosciuto e visitato è “Armani Silos“: il museo d’arte fashion dedicato all’inconfondibile stile Armani. Inaugurato il 30 aprile 2015, Giorgio Armani ha aperto Armani/Silos per celebrare i 40 anni della sua carriera.

In via Tortona ci sono già i cartelli dei prossimi eventi che lo riguardano.

 

Storico invece è il “MUDEC”: il Museo delle Culture. In questo scenario il Comune di Milano progetta un polo multidisciplinare dedicato alle diverse testimonianze e culture del mondo, sede espositiva delle civiche Raccolte etnografiche.

BASE” situato in Via Bergognone, 34. Base è un progetto di contaminazione culturale tra arti, imprese, tecnologia e innovazione sociale. Il progetto si traduce oggi in 12.000 mq di laboratori, spazi per esposizioni, spettacoli, workshop, conferenze, con una grande sala studio e una residenza d’artista. All’interno dell’ex-Ansaldo, BASE ridà vita a un monumento di architettura industriale sperimentando nuovi modelli di collaborazione tra pubblico e privato.

“Casa delle Arti – Spazio Alda Merini”. Lo spazio ospita al primo piano la ricostruzione della stanza da letto della poetessa: i mobili sono autentici, così come gli effetti personali che sono stati prelevati dall’abitazione di Ripa Ticinese 47, dopo la scomparsa di Alda Merini.

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Il “Cortile degli artisti” è una gemma nascosta, inserita all’interno della corte di un’antica casa di ringhiera che si affaccia sul Naviglio Grande. Situato in via Alzaia Naviglio grande, è possibile entrarci gratuitamente, senza l’obbligo di comprare, vige però un’importante regola da seguire: rispettare il silenzio! Superato il cancello iniziale, ci si troverà in un cortiletto ricco di piante, bellissimi quadri, pregevoli manufatti e scatti d’epoca.

Pont de fer“, o il vicino “Ponte di pietra“, recentemente intitolato alla Poetessa dei Navigli Alda Merini, situato all’altezza di via Corsico, costruito in legno nel 1531 ed inizialmente conosciuto come “Ponte della Madonnina” per la presenza di un ritratto sacro in via Corsico.

Oggi super fotografato e tappezzato di lucchetti dell’amore, è stato anche recentemente soprannominato da “Il Milanese imbruttito” come il “Ponte dei Fashion Blogger”.

Vicolo dei Lavandai”, dedicato alla corporazione maschile dei lavandai (anche se a lavare erano le donne!).

Oppure la sfortunata chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, distrutta da un incendio, fu ricostruita nel 1800, ma che rimase incompiuta, come è adesso. 

Un piccolo bar nel vicolo continua a soddisfare i suoi clienti con degli aperitivi in un contesto magico e di altri tempi

“Darsena” è l’antico porto di Milano, è il punto d’incontro tra il Naviglio Pavese e il Naviglio Grande. Nel 2015, in occasione dell’EXPO l’intera zona è stata riqualificata, diventando punto di ritrovo per milanesi e turisti che amano le passeggiate nel verde, lo shopping di articoli unici en il divertimento nel weekend.

Nonostante la pandemia, le famiglie non si lasciano scappare una camminata rilassante sulle rive nelle belle giornate, due amici di vecchia data pescano ricordando i bei tempi, una bimba impara ad andare in bicicletta.

“Mercato Comunale”

In occasione di EXPO 2015, è stato restaurato e modernizzato lo storico Mercato Comunale coperto in Darsena. Al suo interno è possibile trovare di tutto: dalle profumate spezie esotiche, ai tradizionali prodotti tipici milanesi, immancabili le macellerie e i panifici.

Il Mercato comunale anche in questi giorni difficili si presenta come  il solito vulcano di colori e profumi che attira le persone, che entrano ed escono in fila con la mascherina. Le attività, seppur danneggiate dalla situazione, continuano a impegnarsi a tenere viva la zona e alto il morale, come ci racconta Giancarlo l sua gastronomia ha subito grosse perdite ma  mi dice che “anche se è dura bisogna continuare a darsi da fare, non abbiamo scelta, e poi dobbiamo anche sorridere, i Navigli sono più belli quando si è felici!”

 

Federico Bartuccio.

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