UN RICORDO DI CORRADO

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Il Covid lo ha fregato ma la sua ironia, l’intelligenza ed il ricordo di un giornalista e di un uomo po’ bohémien e assolutamente unico resteranno scolpiti nel cuore di molti. Resteranno nelle immagini (allora in bianco e nero) di una Messina degli anni 90 dove il giornalismo non era tecnologia ma “fiuto per la notizia”, vero intuito, un giornalismo dove, a parte il telefono e le amicizie giuste, non esisteva nulla ed i tuoi pensieri erano affidati alla “macchina da scrivere” sulla quale dovevi scrivere veloce per dettare al dimafonista mentre il capo servizio sbraitava perché il giornale doveva andare in tipografia.

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Nella redazione del Giornale di Sicilia di quegli anni Corrado Lauretta era un punto di riferimento, a suo modo, ma era un punto di riferimento per tanti colleghi e per tantissimi giovani che si avvicinavano alla professione; una redazione “romantica”, fatta di giornalisti mai domi che hanno scritto cose importanti a Messina e guidata da un personaggio unico e geniale  quale era Giuseppe Mazzone.

Mazzone scoprì Corrado nella storica pizzeria di Piazza del Popolo poi rilevata da Iyad, altro grande personaggio di Messina. In tante chiaccherate notturne dopo una pizza a mezzanotte e decine di sigarette, Mazzone capì subito che quel poeta underground che amava la scrittura e la poesia avrebbe potuto dare tanto al Giornale di Sicilia e lo portò con sé. Ma nonostante tutto, Corrado non lasciò mai le pizze, anzi dopo il giornalismo, dopo la chiusura della redazione del Giornale di Sicilia lui tornò al suo primo amore davanti al forno ma senza mai smettere di avere un pensiero “critico e libero” sull’attuale società.

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Corrado ha fondato il “Club dei mentecatti” ed il periodico di desistenza  ”I Messinesi” che già nel titolo la dicono lunga sul suo pensiero, ha pubblicato anche libri di poesia. Era anti social e odiava il telefono, per lui i rapporti erano solo umani.

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