MESSINA: IMPRESE AL COLLASSO. L’ESPOSTO CONTRO ASP E LA RICHIESTA DI AIUTI IMMEDIATI

MESSINA: IMPRESE AL COLLASSO. L’ESPOSTO CONTRO ASP E LA RICHIESTA DI AIUTI IMMEDIATI

La zona rossa a Messina ha prodotto effetti devastanti per le imprese private e l’ultima ordinanza sindacale che ha aggiunto ulteriori limitazioni, ha spostato verso l’alto il già grave livello di sofferenza delle imprese messinesi.

Per questa ragione le associazioni datoriali Confesercenti Messina, Confcommercio Messina, Confartigianato, C. L. A. A. I. e Confimprese Italia hanno sottoscritto un documento in cui chiedono immediati ristori alle aziende, ma al tempo stesso pretendono chiarezza sulle eventuali responsabilità da parte dell’Asp di Messina.

“E’ lo stesso sindaco De Luca- scrivono le associazioni nel documento– che nelle premesse della sua Ordinanza espone carenze e/o omissioni e individua responsabilità dell’Asp, con particolare riferimento alla mancata attuazione di tutte quelle azioni necessarie, in particolare il contact tracing, che avrebbero potuto contrastare e contenere il contagio da covid nella città di Messina, provocando così le criticità che hanno portato alla zona rossa e di conseguenza alla limitazioni che le imprese stanno subendo”.

L’esposto in Procura

Le associazioni  sono pronte dunque a presentare un esposto alla Procura della Repubblica affinché vengano accertate le responsabilità in capo agli uffici dell’ASP di Messina e, nel caso in cui fosse confermato quanto evidenziato dall’Ordinanza sindacale n.17 , si dichiareranno sin dalla presentazione dell’esposto come parte offesa a causa delle eccezionali conseguenze economiche che la dichiarazione di Zona Rossa ha comportato nei confronti della Comunità imprenditoriale privata cittadina, riservandosi di calcolare in valori economici il danno subito.

“Come cittadini messinesi- prosegue ancora il documento– imprenditori o lavoratori che siano, comprendono appieno le motivazioni dell’Ordinanza, anche perché loro stessi sono esposti perennemente al rischio di contagio. Le imprese però sono anche soggetti con personalità giuridica-economica autonoma rispetto le persone fisiche che le amministrano e per le quali operano. Le aziende private, dal mese di marzo del 2020 ad oggi, a causa dei provvedimenti assunti dalle varie Autorità di Governo hanno subito fortissime perdite di fatturato che hanno generato un sovraindebitamento che con il perdurare delle limitazioni, e quindi senza incassi, le porterà inevitabilmente allo stato d’insolvenza”.

Ristori immediati

Confesercenti, Confcommercio, C.L.A.A.I. e Confimprese Italia chiedono dunque al primo cittadino l’adozione immediata di aiuti economici per far fronte all’aggravamento dell’attuale stato d’indebitamento accumulato dallo scorso mese di marzo fino ad oggi, adottando una gradualità di aiuti differenziata, azienda per azienda, e correlata alla quantità di tasse pagate sulla base del fatturato dichiarato al fisco ed al numero di lavoratori regolarmente contrattualizzati. I ristori finora destinati alle imprese private hanno consentito infatti nulla di più che il pagamento dei costi fissi delle utenze a cui si è dovuto fare fronte nonostante le attività fossero chiusure perché le Autorità di Governo non hanno ritenuto di bloccarli. Ben altre protezioni sono state attivate (giustamente) nei confronti del pubblico impiego che non ha subito la riduzione neanche di 1 euro dalle proprie retribuzioni, dalle più basse alle più alte, e nei confronti dei ceti sociali più deboli (ancor più giustamente) attivando il reddito di emergenza oltre che il già esistente reddito di cittadinanza. Le imprese private invece sono state lasciate alla deriva e non ritenute meritevoli della stessa protezione accordata agli altri corpi sociali. Da qui il profondo senso di ingiustizia sociale oggi vissuto dagli imprenditori e dai lavoratori delle imprese.

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Va considerato inoltre, scrivono le associazioni, che il sindaco De Luca, ha pubblicamente espresso la sua volontà di dimettersi, nel caso in cui le limitazioni inserite nell’ordinanza, non sortiscano gli effetti sperati, con una considerevole diminuzione del tasso di positività al Covid. E se questi ulteriori ed estremi sacrifici che vengono chiesti agli imprenditori non portassero i risultati che si auspicano? Il primo cittadino dovrebbe lasciare la fascia tricolore, ma al contempo si potrebbe radicalizzare quel profondo senso di ingiustizia sociale che già adesso le imprese private sperimentano.

Incontro con il Prefetto

Ed è per questa ragione che le Associazioni datoriali chiedono inoltre al Prefetto di Messina l’immediata attivazione di un tavolo che consenta loro di rappresentare alle Autorità di governo l’eccezionale gravità della situazione economica, che in mancanza di risposte adeguate, potrebbe compromettere la coesione sociale e generare rischi per l’ordine pubblico.

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L’appello ai deputati nazionali e regionali messinesi

Le associazioni chiedono infine un incontro alla deputazione nazionale e regionale messinese affinché si impegni a rappresentare al Governo nazionale la drammatica ed eccezionale emergenza economica in cui versa la Comunità imprenditoriale messinese.