ALL THAT JAZZ: MIMI’ SIDOTI E LA RIVOLUZIONE/EVOLUZIONE CULTURALE DI MESSINA

ALL THAT JAZZ: MIMI’ SIDOTI E LA RIVOLUZIONE/EVOLUZIONE CULTURALE DI MESSINA

Tra la fine degli anni ’70 e per tutti gli anni ’80 Messina è stata il palcoscenico di alcune delle più grandi e significative figure della Musica Jazz Internazionale. Successe perché un signore che ha sempre precorso i tempi , Mimì Sidoti, diede vita al Brass Group, l’associazione messinese musica jazz.

Per Mimì Sidoti precorrere i tempi era abituale, dal suo look alle sue abitudini.  Pensate che nel ’76 aprì a Messina il primo locale ristorante vegano e macrobiotico che mi ricordi: “Il Viandante” in via Dogali. Torniamo al Jazz. Grazie a Mimì Sidoti la mia generazione ha trascorso oltre 15 anni vedendo con cadenza mensile artisti del calibro di Dizzy Gillespie, Chick Corea, Michel Petrucciani, George Adams e Don Pullen, Max Roach, Airto Moreira, Gilberto Gil, Anthony Braxton e tantissimi altri (sarebbe una follia tentare di ricordarli tutti, in compenso conservo tutti i programmi, i biglietti e le tessere). Le stagioni Jazz del Brass si tenevano di norma al Teatro in Fiera per culminare in estate con il Messina Jazz Meeting, nato quando ancora Umbria Jazz ed il Pori Jazz Festival erano ancora nella mente di Dio.

 Un appuntamento estivo che faceva confluire a Messina gli appassionati di tutta Italia…anzi, di tutta Europa. Grandi jazzisti italiani venivano qui a vedere le grandi star internazionali. Guido Manusardi e Massimo Urbani erano degli abituè del grande ed eccellente Messina Jazz Meeting.

Il grandissimo Chet Baker.

In un solo colpo Mimì si è sostituito alla carenza di assessori alla cultura e di associazioni culturali. Ci ha resi tutti più ricchi. Tutto questo lo faceva mettendosi le mani in tasca, anzi, fortunatamente era possidente e credo che abbia venduto più di qualche immobile per mantenere la struttura che è stata fatta morire indecentemente dalle istituzioni, così come è morto il Teatro in Fiera…così come vediamo spegnersi il meglio che raramente in questa terra viene riconosciuto ed apprezzato. Grazie Mimì, se non te lo dice tutta la mia generazione lo faccio io dalle righe di Me Style che mi ha chiesto di riconoscerti questo doveroso tributo. Aspettiamo che Mimì torni chiamato dalle istituzioni sorde che hanno desertificato la nostra vita culturale. Grazie Mimì e grazie a Patrizia Casale che ospita queste righe.

Gianfranco Moraci.

 

Pubblicitario Creative Director d’agenzia e appassionato di musica.