COME COMBATTERE L’INSONNIA DA LOCKDOWN

COME COMBATTERE L’INSONNIA DA LOCKDOWN

Da ieri di Messina è in zona rossa o meglio in un lockdown che  ci fa nuovamente ripiombare in uno stato psicologico che speravamo di non dover rivivere.

Tante le emozioni provocate in ciascuno di noi in base alla nostra personalità, ai nostri vissuti, alla nostra situazione economica e lavorativa e ciò può portare, in alcuni casi, a sviluppare  sintomi psicologici anche importanti.

Tra i sintomi più comuni riscontrati dall’inizio della pandemia e che rischiano di aggravarsi ancora di più con il lockdown c’è l’insonnia.

Fin dall’inizio della pandemia abbiamo riscontrato come dormire bene sia stato difficile anche per coloro che non hanno mai sofferto di disturbi del sonno, tanto che è notevolmente aumentata la vendita nelle farmacie di prodotti per dormire.

Dormire bene è fondamentale per la vita. Dalla qualità e dalla quantità del sonno dipende lo stato di salute psicofisico dell’individuo. Il sonno svolge funzioni importanti. Oltre ad avere il compito di aiutarci a recuperare le energie che ci servono durante la veglia, ha anche un ruolo determinante per la maturazione del sistema nervoso centrale. Ci aiuta a fissare i dati appresi durante la giornata, contribuendo al processo di memorizzazione. Durante il sonno alcuni ormoni raggiungono il loro picco massimo e altri il loro picco minimo. Dormire bene aiuta a rafforzare le difese immunitarie.

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Il bisogno di sonno è diverso da un individuo all’altro. Ci sono persone che hanno un ridotto bisogno di sonno (meno di 6 ore), i cosiddetti brevi dormitori, ma normalmente il nostro bisogno di sonno è tra le 7 e le 9 ore e si riduce con l’avanzare dell’età, ma resta comunque una funzione importante per una buona qualità di vita.

La preoccupazione di non riuscire a dormire bene può portare allo sviluppo di un circolo vizioso: più ci sforziamo di dormire, più cresce la frustrazione e si compromette ulteriormente il sonno. Più si ha paura di non aver sonno, più sarà difficile addormentarsi.

L’insonnia si divide in tre tipi: iniziale, quando si ha difficoltà ad addormentarsi, centrale, quando si manifestano risvegli durante il sonno e terminale, quando ci si risveglia precocemente, senza possibilità di riaddormentarsi.

In base alla durata si parla di insonnia transitoria da 1 a 7 giorni, intermedia, fino a 2-3 settimane, cronica, oltre le 3 settimane.

L’insonnia non è un disturbo psichiatrico in senso stretto ma è un sintomo che può comparire in molti disturbi psichiatrici o in corso di malattie somatiche.

Ma qui ci soffermeremo sulle le possibili cause dell’insonnia da Coronavirus.

Tra queste innanzitutto dobbiamo considerare i profondi cambiamenti che la pandemia ha portato nella vita di ciascuno di noi. Ci siamo dovuti adattare ad una routine completamente nuova, in cui sono cambiate quelle che fino ad un anno fa erano le abitudini quotidiane (andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, andare in palestra, al cinema, al teatro, passare un weekend fuori).

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Rimanere chiusi in casa ed esporsi poco alla luce naturale ha un impatto diretto sul ciclo sonno-veglia. Inoltre siamo tutti preoccupati o per la nostra salute o per quella dei nostri cari e facciamo i conti con una situazione economica sempre più precaria. La pandemia ha portato all’isolamento e all’assenza di una vita sociale e anche questo incide sulla nostra salute mentale e può portare a disturbi del sonno. Certamente trascorriamo molto più tempo davanti ad uno schermo di computer o davanti alla televisione o al cellulare o al tablet.

Gli schermi stimolano il cervello impedendone il rilassamento, anche a causa dell’eccessivo bombardamento di informazioni in breve tempo. Inoltre la luce blu emessa da tali dispositivi sopprime la naturale produzione di melatonina, l’ormone che serve ad indurre il sonno.

Per combattere l’insonnia è importante soprattutto per chi non lavora in questo periodo, mantenere una routine in cui avere un orario di sveglia prestabilito e anche un orario in cui andare a dormire.

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Consiglio di dedicare del tempo a rilassarsi prima di andare a dormire. In questo periodo di lockdown è bene farsi la doccia e vestirsi anche se si rimane a casa. È importante mantenere gli orari di pranzo e cena. Se si è abituati ad andare in palestra, è utile dedicare del tempo all’allenamento, evitando le ore serali soprattutto dopo cena.

Evitare il sonnellino pomeridiano, specialmente se non rientra nelle nostre abitudini. Curare l’alimentazione. Evitare di bere troppi caffè e alcolici, che ostacolano un buon mantenimento del sonno. Non tenere il cellulare vicino al letto, sia per evitare di essere disturbati da messaggi o notifiche, che per evitare la tentazione di usarlo qualora ci si svegliasse durante la notte. Per concludere è importante cercare di allontanare i pensieri negativi prima di addormentarsi.

Nei casi in cui tutto questo non fosse sufficiente, non assumere farmaci, anche i cosiddetti “integratori”, senza chiedere consiglio ad un medico. Se l’insonnia persiste è sempre bene consultare uno specialista perché potrebbe essere sintomo di un disturbo come l’ansia, la depressione o altri disturbi che devono essere affrontati e curati e di cui i disturbi del sonno sono solo un campanello d’allarme.

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