LE INCOGNITE SULLE RIAPERTURE: RISCHIA ANCHE LA SICILIA

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A poche ore dallo scoccare del 2021, l’Italia si trova di nuovo in attesa di scoprire quale piega prenderanno le restrizioni anticovid dal 7 gennaio. Fino a ora si dovrebbe tornare alle restrizioni da fascia gialla, ma l’indice Rt di contagio in crescita fa presagire una collocazione in zona arancione o addirittura rossa per alcune regioni.

Tra queste anche la Sicilia, con il conseguente rischio chiusura per molte attività, alle porte dei saldi invernali.

Andiamo per gradi. Nelle prime 24 ore di questo nuovo anno, a livello nazionale si registrano 22.211 nuovi casi e 462 vittime. Le persone attualmente positive al Covid in Italia salgono per il secondo giorno consecutivo e resta stabile il numero delle terapie intensive occupate. Aumenta l’Rt con un tasso di positività al 14,1%.

Le regioni che al momento rischiano la collocazione nella lista dei territori sottoposti a maggiori restrizioni sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l’ultimo report Iss hanno superato il valore 1 di Rt.

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La situazione Covid in Sicilia.

Anche in Sicilia la situazione appare critica, seppure meno di altre regioni d’Italia. Con un indice Rt di 0.93% è classificata a rischio moderato e quindi è “candidata” alla zona arancione.

I nuovi contagiati, secondo quanto riportato nel bollettino del ministero della Salute, sono 1.122 a fronte di 7.497 tamponi eseguiti. I morti sono stati 28. È Catania la provincia con 319 nuovi casi, a Messina la situazione migliora leggermente con 171 nuovi positivi.

Al secondo posto troviamo Palermo, con 223 nuovi casi. Seguono: Trapani +129; Siracusa +107; Agrigento +63; Caltanissetta +55; Ragusa +54; Enna +1.

Cosa succederà entro il 7 gennaio?

Sarà il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità. La data della riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale non è ancora stata resa nota.

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In attesa che il prossimo report sciolga ulteriormente i nodi, è lo stesso presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, a invitare alla cautela spiegando che “una vera valutazione solida dell’andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio“.

E il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, aggiunge con una punta di ottimismo: “a fronte di numeri che meritano ancora uno sforzo, diamo il messaggio forte che quanto è stato messo in campo sta dando frutti“.

Qualcosa potrebbe cambiare anche sui parametri di valutazione. Nelle prossime ore, dopo una richiesta da parte delle Regioni, l’Iss potrebbe ufficializzare alcune modifiche che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l’assegnazione delle regioni nelle varie fasce. Tra questi un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere rivalutate potrebbero essere anche la definizione dei ‘casi’ e le strategie di esecuzione dei test.

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