LA FOTO SIMBOLO DI UN 2020 DA DIMENTICARE

LA FOTO SIMBOLO DI UN 2020 DA DIMENTICARE

“Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme. Su questa barca ci siamo tutti… non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme”. 

Sono le frasi più forti pronunciate alle 18 del 27 marzo da Papa Francesco durante la benedizione urbi et orbi in una Piazza San Pietro intrisa di pioggia che così grande e soprattutto così vuota non avevamo mai visto.

E’ questa l’immagine simbolo del 2020, un anno da dimenticare, l’anno della pandemia da Covid19.

Tanto è accaduto dopo quel 27 marzo. Già da un mese l’Italia, confusamente, aveva iniziato a combattere un nemico terribile e subdolo ma ancora pressoché sconosciuto. E prima dell’Italia lo aveva fatto la Cina, da dove è partito il male che ha cambiato il mondo.

In quei giorni sui balconi d’Italia si cantava l’Inno di Mameli, si diceva andrà tutto bene, la parola d’ordine era: io resto a casa. Mai prima d’ora un governo aveva imposto il lockdown, parola ancora sconosciuta, mai prima d’ora un governo aveva imposto ai cittadini limitazioni alla libertà personale per tutelare la salute pubblica.

Nonostante i sacrifici degli italiani, i negozi e gli uffici chiusi ed una vita, che vita non era più, il male avanzava, il numero quotidiano dei morti era terribile. Un mese dopo ecco l’altra immagine simbolo di questo drammatico 2020: le foto dei camion che a Bergamo trasportano le bare di centinaia di vittime che non trovavano più posto nei cimiteri. Un’immagine che ha sconvolto l’Italia e il mondo intero.

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Poi pian piano la rinascita, in estate, sembrava che il covid fosse alle spalle, e invece subdolo è ritornato ed ha macchiato persino il Natale, la festa più amata nel mondo.

Intanto il 2020 si era macchiato di altre morti. Tanti, insieme alle vittime del  Covid, avevano lasciato questa terra, alcuni anche prematuramente: Ennio Morricone, Kobe Briant, Gigi Proietti, Stefano D’ Orazio, Diego Maradona, Paolo Rossi, Sean Connery, solo per ricordarne alcuni.

Altri fatti in modo diverso segnavano il mondo:  il terremoto in Turchia, gli incendi in Australia, i 20 gradi toccati in Antartide, la Brexit in Inghilterra, la sconfitta di Trump in America.

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In queste ultime settimane di 2020 l’Italia si è colorata di giallo, di arancione e di rosso, in base all’andamento del Covid, prima nelle  piazze era esplosa la rabbia di chi a causa del covid e delle chiusure imposte alle proprie aziende non ce la faceva più.

MA IL NATALE PORTA UNA SPERANZA!

Fra restrizioni ed un natale che  ha dovuto perdere il magico senso della  convivialità, finalmente è arrivata una speranza: il vaccino per combattere il coronavirus.

Un senso di euforia ha accompagnato domenica scorsa l’avvio delle prime vaccinazioni. Finalmente s’intravede una luce in fondo al tunnel, è l’inizio di un cammino di speranza, ma non certo la fine di un incubo.

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E FRA POCO IL 2021…

Non sappiamo cosa accadrà domani, fra un mese, fra un anno. In questi giorni tutti ci siamo raccolti con i nostri affetti più veri  accanto all’albero di natale ed al presepe. Anche queste sono un simbolo, sono le luci che illuminano la nostra voglia di vivere e la nostra speranza.

L’augurio  è che il 2021 segni un nuovo inizio, l’auspicio che l’ultima notte dell’anno, sia l’ultima notte di buia prima di un domani  nuovo e pieno di luce, l’ultima notte di questo dolore infinito e che domani  il mondo possa ricominciare a vivere, ma vivere per davvero.