LA CONA ESALTA LA TRADIZIONE DEL NATALE

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Un tempo, quando le feste di Natale erano più semplici ed autentiche, il consumismo non aveva preso il sopravvento, l’albero non apparteneva alle nostre tradizioni ed il presepe era solo per chiese e palazzi aristocratici, il popolo messinese rendeva omaggio alla nascita del Salvatore con la Cona: un semplice ma sentito apparato decorativo.

A Messina e nei suoi antichi 48 casali, da Giampilieri a Castanea, nelle case più umili, nelle botteghe dei commercianti, negli angoli delle strade, in occasione della Novena di Natale venivano realizzate delle piccole grotte vegetali dotate di una robusta struttura in canna ed un rivestimento di rami di agrumi, pungitopo e spinapulici. All’interno di questi effimeri manufatti veniva posto un Bambinello in legno o gesso e nei migliori dei casi anche in cera ed adornato di tutti quei frutti colorati che la natura invernale poteva offrire.

Alcune di queste Cone erano dei veri e propri trionfi di mandarini, corbezzoli e fichi d’India ma anche frutta secca, come fichi secchi, noci e nocciole. A completare l’apparato natalizio peloritano non poteva mancare qualche lumino ad olio e dei batuffoli di cotone ad imitazione della neve.

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Le Cone per tutti i nove giorni di preparazione al Natale erano i punti di riferimento della devozione popolare ove si attuava una apposita paraliturgia presieduta da cantoni e suonatori che ogni giorno sostavano per eseguire la nenia in cambio di un bicchiere di vino e di una offerta in denaro.

La suggestiva Cona di Massa Santa Lucia

Suonatori di zampogna, ma anche i tradizionali suonatori orbi di violino, accompagnati da giovani apprendisti, giravano in maniera anche frenetica in questi giorni per le vie di Messina. Dal 25 Dicembre le Cone rimanevano al loro posto fino all’Epifania però vedendosi pian piano spogliati dei propri addobbi alimentari che verranno smaltiti in parte dagli stessi devoti. A conferma di questa ricchezza alimentare ancora oggi risuonano modi di dire come: Ti manciasti na’ Cona di Cristo ove si sottolineava quando qualcuno esagerava nel fare qualcosa.

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Questo importante apparato plurisecolare, che fa parte dell’essenza della nostra identità, stava per scomparire ma negli ultimi dieci anni, grazie ad un semplice ed intelligente concorso, denominato “ ‘A Cona più bella – Natale di Tradizione a Messina ”, l’Associazione Amici del Museo con il supporto della Parrocchia di Santa Caterina e il Museo di Cultura e Musica dei Peloritani ha rilanciato questa tradizione. Ogni anno in gara scendono scuole, parrocchie, istituzioni e famiglie che cercano di allestire la cona più bella che verrà premiata da una apposita giuria al termine delle feste di Natale.

Chi volesse partecipare può inviare qualche foto entro il 25 Dicembre all’email: conanatale@tiscali.it.

Un tassello significativo del Natale messinese di un tempo che nella sua semplicità  rendeva omaggio con grande devozione al Bambin Gesù.

Marco Grassi

La cona di Massa San Giorgio
Marco Grassi

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