NATALE NELL’ERA COVID. IL GOVERNO VERSO LA LINEA DEL RIGORE

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Niente baci, abbracci, veglioni. Sarà un Natale sobrio quello dell’era Covid, come lo stesso premier Giuseppe Conte ha tenuto a precisare. E nelle ultime ore si moltiplicano le indiscrezioni che vedono passare la linea del rigore invocata dal ministro Speranza, che sarebbe adesso avallata anche dal Presidente del Consiglio.

Il decreto Natale

In un primo momento si era parlato di ben due DPCM in arrivo: uno dal 3 dicembre, alla scadenza di quello in corso, che sarebbe stato valido fino a ridosso di Natale, e un altro che avrebbe coperto tutte le festività.  Ma l’esecutivo non sembra orientato ad allargare le maglie nemmeno nei giorni più caldi delle festività e pensa ad un unico decreto contenente un pacchetto di misure per affrontare tutto il periodo. “Si rischia altrimenti di ripetere il ferragosto e non ce lo possiamo permettere, ha dichiarato Conte. Consentire tutte occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile. Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile. E con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo”.

Gli spostamenti tra regioni

La linea del Governo va verso gli spostamenti nel periodo delle feste consentiti soltanto tra le regioni che si trovano in fascia gialla. Una limitazione ritenuta indispensabile per «non ripetere quanto accaduto la scorsa estate», anche se l’andamento della curva epidemiologica fa sperare che le misure attualmente in vigore possano far sparire le zone rosse e arancioni e portare tutta l’Italia nella fascia di minor rischio.

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Il ricongiungimento familiare

L’esecutivo sta valutando se inserire nel nuovo DPCM una norma che consenta il «ricongiungimento familiare» anche per chi si trova in fasce rosse o arancioni. Ma sarà pur sempre una possibilità limitata ai parenti stretti: genitori e figli, coniugi, partner conviventi anche se non sono residenti o domiciliati in quel luogo.

Lo shopping a Natale, come sarà…

Allo studio del Governo l’ipotesi di consentire ai negozi di rimanere aperti più a lungo, fino alle 22, per evitare assembramenti nel periodo di Natale. Al vaglio anche l’apertura dei centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi. Si prevedono ingressi contingentati in negozi, strade e piazze, soprattutto nelle grandi città durante il weekend. Toccherà ai Governatori o ai Sindaci emanare eventuali  ordinanze ulteriormente restrittive.

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Ristoranti e Pub

Sembra essere sfumata la possibilità di un’apertura serale anche per ristoranti e pub, prende piede di una chiusura alle 18 nelle zone gialle e tutto il giorno nelle regioni arancioni e rosse. E per il cenone a casa? Niente imposizioni, ma “forti raccomandazioni”, formula a cui ci hanno abituato i precedenti DPCM.  L’ipotesi più accreditata è quella di restringere il numero di invitati ad un massimo di sei, solo conviventi e parenti stretti. Niente grandi tavolate, dunque, anche se come confermato dal sottosegretario alla Salute Sandra Zampa “Sarà impossibile controllare”.

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