MONTEMARE, PARLANO I CITTADINI: “LA SCISSIONE UN’OPPORTUNITÀ”

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Come dice il detto “Meglio soli che male accompagnati“: è questo il clima che si respira fra i cittadini della zona Nord, che sono in attesa del referendum per l’istituzione del Comune di Montemare.

La data fissata per la chiamata al voto è il 13 dicembre. In poco meno di due mesi i messinesi dovranno prendere una decisione sulla scissione da Messina di ben 13 villaggi collinari e rivieraschi della zona nord: Castanea delle Furie, Salice, Gesso, Massa San Giorgio, Massa San Nicola, Massa Santa Lucia, Massa San Giovanni, Spartà, San Saba, Acqualadroni, Rodia, Ortoliuzzo e Piano Torre.

Oggi in quei villaggi vivono 8700 abitanti e tra loro 7mila saranno chiamati a decidere per l’istituzione del nuovo Comune di Montemare.

Me Style ne ha interpellati alcuni, più il Consigliere della VI Circoscrizione, Mario Biancuzzo, per sentire le loro ragioni. Quello che ne esce fuori è tanta rabbia e senso di abbandono.

VOCE AI CITTADINI…

Quella della creazione di un nuovo Comune autonomo da Messina ha i suoi pro e i suoi contro. Vale la pena rischiare? Quali sono i motivi che spingono i cittadini a votare sì o no?

Contrari non ne abbiamo trovati, ma non mancano di certo dubbi tra coloro che dovranno votare.

FAVOREVOLI

«Negli ultimi anni mi sono stabilito a Rodia, nella frazione di Policara – ha raccontato Ezio Cancellieri – e ho capito che se ci aspettiamo un cambiamento di rotta da parte dell’Amministrazione non succederà nulla, perché siamo lontani dal Centro. Ritengo che quella del referendum sia un’opportunità unica, che va presa al volo. Ho sentito tra l’altro le ragioni del Comitato che ha chiesto il referendum e mi hanno convinto. Se ci stacchiamo da Messina potremo solo migliorare la nostra situazione».

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Dello stesso avviso è anche  Salvatore Impalà, residente a Salice: «Quando c’è stata la prima proposta di referendum non ero d’accordo alla scissione, ma facendo una valutazione più accurata mi sono ricreduto. Ho 59 anni e vivo a Salice da sempre, non è mai mancata l’acqua perché siamo serviti da una sorgente a noi vicina, quest’anno abbiamo letteralmente sofferto la sete. Prima il Comune manteneva il verde, ora sembra di stare in una giungla, tranne al centro del paese dove i cittadini puliscono a loro spese. Abbiamo una frana a Portella che ci blocca la strada e dobbiamo fare mezz’ora di macchina in più per arrivare in centro città, se dovesse esserci un’emergenza non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere».

Strada di San Saba

Uno dei fattori che spinge i cittadini verso il sì è la possibilità di avere, finalmente, dei rappresentanti con cui parlare direttamente: «Allo stato attuale non abbiamo referenti – continua Impalà – con un Comune tutto nostro almeno sapremmo con chi parlare perché ci conosciamo tutti in questa zona. Capisco che Messina è grande e le difficoltà non mancano, ma noi siamo abbandonati».

Problemi di ordinaria amministrazione nei 13 villagi dell’estrema zona Nord di Messina, diventano montagne da scalare: «Gestisco l’attività più grossa della mia zona – ha spiegato l’imprenditore Nanni Previti – e noi abbiamo sempre subito l’abbandono da parte del Comune, ci siamo sempre accontentati, ma ora basta. Mancano i servizi di base ed essenziali: scerbatura, mezzi, luce. Mai vista una pattuglia, in estate a San Saba abbiamo uno dei lembi di mare più fruibili, i cittadini si riversano tutti qui. Io lavoro anche con i pullman e, tra macchine in doppia fila e code, da me non riescono ad arrivare. Questo potrebbe capitare con un mezzo di soccorso».

Uno dei villaggi più vicini al centro è quello di Castanea, ma nemmeno lì i problemi mancano: «Io prima non ero favorevole ma da quando c’è la strada di Portella interrotta sono contenta che si faccia finalmente qualcosa – ha affermato Angela Presti. Da un paio di anni a Castanea non fanno più pulizia, scerbatura, non ci sono vigili all’uscita della scuola ed è caos ogni giorno, siamo veramente dimenticati».

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IN FORSE

Certo i dubbi non mancano: «I promotori lo prospettano come rose e fiori, ma saranno rose o spine? Non lo sappiamo – questo il parere della signora Mariella. Cerchiamo un po’ tutti delle risposte veritiere e quindi c’è molta incertezza. Mi piacerebbe tanto che il nostro Sindaco, che in questo mandato si è prodigato tanto per la città di Messina, facesse qualcosa per ‘riacciuffarci’ prima di giorno 13. In effetti i nostri villaggi sono un po’ abbandonati a loro stessi».

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IL PARERE DEL CONSIGLIERE

C’è una soluzione alternativa alla creazione del nuovo Comune di Montemare? Potrebbe esserci: a illustrarcela è stato il Consigliere della VI Circoscrizione Mario Biancuzzo, che da anni si batte per risolvere i problemi del vasto territorio in cui anche lui abita.

«Nel 2018 avevo chiesto di scorporare la sesta Circoscrizione, perché è un territorio molto vasto. Ho proposto di accorpare gli ex 12esimo e 13esimo quartiere e crearne uno nuovo. A Messina chiedo onestà e trasparenza. Basterebbe eliminare 2 Consiglieri per ogni quartiere e formarne uno in più.

Ai cittadini di questa zona mancano i servizi essenziali: hanno chiuso anche i centri civici, un cittadino residente a Rodia, Castanea deve andare a Ganzirri a fare un certificato. A questo punto saranno i cittadini a prendere la decisione definitiva, io ci ho provato».

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