IL DPCM E LE ANSIE DEGLI IMPRENDITORI: “CITTA’ A RISCHIO DESERTIFICAZIONE”

IL DPCM E LE ANSIE DEGLI IMPRENDITORI: “CITTA’ A RISCHIO DESERTIFICAZIONE”

Il coronavirus miete vittime anche nell’economia e le aziende messinesi lo sanno bene. Il nuovo DPCM ha dato un ulteriore spallata alle imprese già duramente provate dal lockdown, penalizzando non solo il settore della ristorazione e della movida, con la chiusura dei locali alle 24,  ma più in generale tutti quei comparti che soffrono il clima di paura determinato dalle ultime notizie sull’aumento dei contagi.

Le opinioni degli imprenditori

Dai ristoratori ai titolari di negozi di abbigliamento, il coro è unanime: subito dopo l’entrata in vigore del DPCM si è registrato un calo di incassi.

“Per quanto riguarda l’obbligo di chiusura alle 24- spiega Ivan Catanzaro del ristorante A paciota– questo non ci danneggia più di tanto perché a quell’ora i clienti hanno già finito di consumare. Il problema è il clima di tensione che si comincia ad insinuare nelle persone e che le influenza. I clienti sono scoraggiati dall’andare a mangiare fuori anche a causa del bombardamento mediatico a cui ogni giorno sono sottoposti e decidono di restare a casa. E’ una situazione che crea danni non solo ai ristoranti ma a tutto l’indotto. Personalmente ho già potuto registrare un calo di clienti, alle 20.30 in giro non c’è quasi più nessuno. La città rischia di desertificarsi”.

Non stanno meglio i negozi di abbigliamento, che risentono non solo della crisi economica in generale, ma anche del limite di 30 invitati alle cerimonie imposto dall’ultimo decreto.

LEGGI ANCHE  FISCO: TAGLIO ALLE VECCHIE CARTELLE ESATTORIALI ALL’ORIZZONTE

“Da quando è uscito il decreto abbiamo subito un calo immediato degli incassi. Il taglio netto degli ospiti alle cerimonie- dice Mimma Irrera della boutique Sensi di Donna–  ha inciso e fortemente anche sul settore dell’abbigliamento. Comprendo anche le ragioni dello smartworking, ma diminuendo la presenza negli uffici delle persone, queste avranno sempre meno bisogno di vestirsi. Io, ma penso anche i miei colleghi, ho paura di un eventuale lockdown, la situazione è molto critica e se non ci sarà un miglioramento, il Natale sarà veramente difficile”.

Ma chi è stato certamente più penalizzato dalle nuove regole imposte dal DPCM è il comparto dei locali della movida, quelli dell’after dinner.

Chiudere alle 24 per un locale by night come il nostro- spiega Lorenzo Grasso dello Chopin– è veramente un grande problema, ma sappiamo che non abbiamo scelta. A questo punto abbiamo deciso di anticipare l’orario di apertura e lanciare il nostro aperitivo sin dalle 19, anticipando anche gli stessi orari degli eventi. Inoltre nel fine settimana apriremo a pranzo. Inutile stare qui a piangersi addosso, meglio trovare subito un’alternativa e reagire a questo momento che ci auguriamo finisca il prima possibile”.