CATANIA TROVA SEMPRE LA FORZA PER RIALZARSI.

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Catania si sta risollevando e lo sta facendo in tutti i modi, è nel sangue dei miei concittadini reagire così, pancia a terra a lavorare contro la paura. Lo spirito del commerciante, tipico di tanti catanesi, ha sempre la meglio”

Inizia così il nostro incontro Con Flaminia Belfiore, ci risentiamo casualmente dopo alcuni anni, “complice” un’immagine su Facebook che annunciava il battesimo della sua rubrica “La Posta del Cuore” su MeridioNews. “Sarà il classico spazio in cui i lettori e le lettrici mi chiederanno consigli su come affrontare i problemi delle relazioni, – dichiara- io cercherò di rispondere sempre con leggerezza, ironia e rispetto.”

  • Come nasce questa idea che riporta a rubriche storiche come quelle di Donna Letizia o Natalia Aspesi?

“Mi è stata proposta da Sarah Spampinato, imprenditrice tostissima e dalla direttora di MeridioNewsClaudia Campese. Ho detto sì anche per motivi affettivi, molti dei redattori di MeridioNews sono nati come giornalisti a Step1, il primo magazine universitario online ideato da mio marito Enrico Escher (scomparso nel 2009).”

Flaminia Belfiore

Enrico era un innovatore, fu uno dei primi a credere nella “potenza” della rete, dalla tv avevamo la visione di un uomo pacato ma dalle grandi idee.

“Sì Enrico era “avanti”, aveva capito subito che la rete era il futuro e ci ha lavorato tantissimo. Oltre che giornalista è stato anche docente di comunicazione, tv e nuovi media. Era una persona speciale, era laureato in medicina, pensa, ma pur di diventare giornalista, la sua vera passione, dopo la laurea cominciò a scrivere di pallavolo a Espresso Sera. Soprattutto, era un uomo sempre rispettoso dell’altro e credeva molto nella forza delle donne. È il padre dei miei figli e vedo tanto di lui in loro.”

  • Flaminia, come persona e giornalista conosci perfettamente l’anima della tua città, che hai detto non si arrende mai, ma come sta vivendo questo tempo strano, pieno di inquietudini?

“Per tre mesi abbiamo rispettato perfettamente il lockdown, poi come tutti ci siamo sentiti finalmente liberi. Fino a metà agosto sembrava non ci fosse più niente, non ci nn’è coviddi come diceva la nota Angela, adesso abbiamo rimesso tutti le mascherine e dobbiamo osservare le regole. Sai il catanese è un po’ fatalista, si aggrappa a quello che legge sui social, tende a non credere alle cassandre, pensa che non sarà come prima e che in qualche modo andrà avanti, anche se non ha certezze. I miei figli sono ormai grandi, vivono a Londra e a Milano ma io vedo le mie amiche più giovani alle prese con i tanti problemi della scuola, sono stanche, preoccupate ma sanno che non c’è alternativa, lo studio è prioritario. E mentre i cinema e i teatri lottano per sopravvivere, in certi locali e ristoranti ho visto fin troppa incoscienza. Ecco, Catania vive questa contraddizione e soprattutto, a mio parere, non ci sono abbastanza controlli.”

  • In questa situazione è a forte rischio la processione di Sant’Agata.

“Non voglio neanche immaginare che cosa succederà se non si farà la festa della Santuzza. Non credo che oggi ci siano le condizioni per organizzarla, mi auguro che possano essere mantenuti gli eventi strettamente religiosi seppure a “ranghi ridotti”. Io non sono credente, ma mi dispiacerebbe se la festa non dovesse tenersi per i miei concittadini veramente devoti.”

  • Hai contribuito alla nascita, alla crescita di Antenna Sicilia, di Teletna e poi come tutti i tuoi colleghi hai assistito alla dolorosissima chiusura del tg di Antenna, perché il mondo televisivo ha perso un’emittente così importante?

“Tanti fattori hanno portato alla chiusura, la crisi, il calo drastico della pubblicità con il conseguente crollo delle tariffe, ma soprattutto la decisione dell’editore che ha licenziato in blocco giornalisti, tecnici ed amministrativi di Antenna decidendo però di mantenere Telecolor. Si sarebbe potuta fare una super televisione unificando le due e risparmiando su molti costi, ma la scelta è stata diversa. Al di là di questo, io penso che nella vita tutto prima o poi finisce o si trasforma, nulla è eterno, e sono contenta di averne fatto parte. Antenna Sicilia mi ha dato tanto, lì ho conosciuto mio marito e sono cresciuta professionalmente. È come quando un fidanzato ti lascia, non ci puoi fare niente, lo devi lasciare andare.”

Flaminia Belfiore al TG di Antenna Sicilia

  • La popolarità televisiva ti ha dato la possibilità di fare la presentatrice e di conoscere ad Antenna Pippo Baudo, uno dei più grandi uomini dello spettacolo.

“La tv ha creato le opportunità per farmi diventare conduttrice di eventi, anche se questo me lo sento più come un mio talento, un mio piccolo vanto. Mi fa piacere che sia apprezzato il mio stile, ma penso anche che sia più apprezzata la mia professionalità, prima di ogni evento mi preparo molto, mi documento, voglio sapere chi sono le persone che avrò davanti e questo il pubblico lo avverte.”

  • E Baudo?

“Per il mio cammino Pippo è stato determinante, uno dei provini per entrare ad Antenna Sicilia l’ho fatto con lui e gliene sono grata. Mi ha sempre incoraggiata e stimata, credo apprezzasse di me il garbo e la semplicità. Certo, non mi ha portata nella tv nazionale, ma neanche io glielo ho mai chiesto! Ho imparato tantissimo da lui.”

Flaminia Belfiore con Pippo Baudo

  • Uno dei pupilli di Pippo è Salvo La Rosa.

“Salvo ad Antenna nasce come giornalista, poi ha scoperto il suo talento nell’intrattenimento ed ha svoltato. Se oggi è arrivato dove è arrivato è solo per i suoi meriti, è davvero bravissimo. Salvo il lavoro se lo è andato a cercare e sa usare molto bene i social. Io non ci sarei mai riuscita, sono troppo pigra.”

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