COME FARFALLA TORNA SUL FIORE PIU’ BELLO.

[cmsmasters_row][cmsmasters_column data_width=”1/1″][cmsmasters_text]

 

Sono impossibili da contare i messaggi di cordoglio giunti nelle scorse ore ai familiari di Angelica Abate, la diciottenne di Roccalumera per la quale la scorsa primavera era scattata una grande gara di solidarietà per sostenere la famiglia e consentire alla giovane di affrontare una difficile operazione ad Hannover per l’asportazione di un raro tumore al cervello.

Ieri sera Angelica è spirata. La giovane la scorsa primavera  aveva superato il primo intervento ma il male all’inizio di maggio  si è nuovamente manifestato. Nuova gara di solidarietà e nuova corsa contro il tempo per tornare nella clinica di  Hannover dove i medici le avevano dato qualche speranza.  Angelica ha lottato con tutta la forza dei suoi 18 anni,  ha affrontato altre due operazioni, poi a metà agosto è rientrata a casa a Roccalumera per proseguire la cure, ma non ce l’ha fatta.

LEGGI ANCHE  ANGELICA HA ANCORA BISOGNO DEL GRANDE CUORE DELLA GENTE

 

Roccalumera, comune ionico della provincia messinese, piange una giovane che era un esempio per tutti e l’orgoglio della  mamma Anna Bonarrigo e dei fratelli Carmelo e Salvo. Angelica era una giovane promessa della pallavolo, giocava per la squadra del suo paese ed era uno degli elementi più brillanti. Ma Angelica era anche un animo gentile, amava la lettura,  cantare, recitare e spesso al suo instagram affidava i suoi pensieri.

Resterà questo di lei, il dolce ricordo, l’animo gentile ma forte, il coraggio che lei stessa nei lunghi mesi della malattia  infondeva ai suoi genitori ed in particolare alla mamma Anna che durante il periodo terribile del lockdown non l’ha lasciata un solo istante sfidando le “zone rosse” che ha attraversato senza paura per consentire alla figlia di recarsi a Milano, a Firenze prima di scoprire quasi casualmente la clinica di Hannover, dove lo specialista Giuseppe Paternò, siciliano come Angelica le aveva dato speranza di vita, operandola personalmente e prendendo a cuore il suo caso.

LEGGI ANCHE  IL ROBOT “UMANO” CHE OPERA INSIEME AL CHIRURGO

La notizia della sua morte ha scosso un’intera comunità, tantissime le persone che avevano sostenuto le raccolte per consentire i viaggi e le operazioni della speranza, un gesto fatto solo con il cuore.

Come farfalla torna sul fiore più bello. Di primavera in primavera sarò il tuo sole e tu il mio.

Anna Bonarrigo ha affidato alla poesia il suo risveglio più tragico, quello che una mamma che non vorrebbe mai vivere: la morte di un figlio. C’è tutto in questa frase, c’è la forza di un amore che continuerà oltre la vita, c’è la forza di una mamma che non dimenticherà mai.


[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row]

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI