VIRUS FAKE NEWS, COME EVITARE IL CONTAGIO

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“Fare gargarismi con la candeggina protegge dal Covid-19”, “Gli animali domestici possono trasmettere il virus”, “Tagliarsi la barba evita il contagio”, “Il Coronavirus rende sterili, soprattutto gli uomini”. Sono queste e molte altre le fake news circolate sul web in piena pandemia, così tanto diffuse che persino il Ministero della Salute è dovuto intervenire, dedicando sul proprio sito istituzionale un intero settore per smentire le bufale. Non è andata meglio negli States, dove è stato il presidente Trump a proporre strampalate teorie su cure a base di iniezioni di disinfettanti e raggi UV, per poi rapidamente smentire sostenendo che le sue parole erano state male interpretate.

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Fake news tra scienza e fantascienza

Il tema fake news è stato affrontato tra il serio e il faceto nel libro “Fake news tra scienza e fantascienza- manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale”, scritto a quattro mani da Francesco Pira, professore di Comunicazione e Giornalismo dell’Università di Messina, giornalista e sociologo, insieme con il giornalista Raimondo Moncada. Un testo che sin dall’esordio ha riscosso grande favore tra lettori e addetti ai lavori in tutta la Sicilia e che il prossimo 7 settembre approderà alla manifestazione “Libri in piazza”, ad Agrigento.

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L’analisi scientifica delle fake news

Il testo è suddiviso in due sezioni. Nella prima parte del libro il professor Pira, considerato uno dei massimi esperti di fake news, analizza il fenomeno da un punto di vista scientifico, evidenziando gli esiti delle ricerche condotte. Di particolare interesse quello che da Pira, con il collega Andre Altinier, è stato definito “L’esagono delle fake news”.

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“Abbiamo tracciato un modello, definito esagono delle fake news– spiega il professor Pira- per identificare quelle caratteristiche che fanno delle bufale una ‘arma di disinformazione di massa’. Siamo in un’era di profonda disinformazione e soprattutto di disintermediazione. Con l’avvento dei social- prosegue Pira- è esploso il fenomeno dell’autocomunicazione di massa per cui ognuno di noi posta qualcosa sui social e si sente autorizzato a fare una propria cronaca. In questo sistema diventa difficile controllare la qualità dell’informazione. Le fake news nascono anche da questa confusione. La velocità e la crossmedialità, ossia la capacità di passare da un media ad un altro, fanno sì che le notizie false, immesse nel vortice della nuova comunicazione, abbiano un peso, una capacità di produrre danni enormemente più grande che in qualunque altro momento storico”.

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Bufale confezionate ad arte

Nella seconda parte del saggio, Raimondo Moncada ha rivisitato l’argomento da operatore dell’informazione e da autore satirico. Il giornalista diventa un perfetto “confezionatore di bufale” riprendendo assurdità lette soprattutto su Facebook e Twitter. Moncada non nasconde di proposito la falsità delle storie raccontate, anzi evidenzia l’invenzione sia nel titolo e sia nel corpo della falsa notizia per suscitare la riflessione del lettore. Lo scopo è quello di innescare il dubbio o quantomeno rendere i lettori consapevoli delle falsità che in rete sono camuffate da verità assolute e rafforzate da like e condivisioni, apparentemente innocui.

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“Quello delle fake news è un mix dirompente di assurdità, tragedia sociale, comicità. C’è da piangere e da ridere- scrivono gli autori. C’è da preoccuparsi e c’è da trovare un vaccino efficace (inteso in senso metaforico e dunque senza costi per la collettività) che possa fare aprire gli occhi ad una fetta sempre più ampia di società terrapiattista, complottista, senza più vista”.

“Fake news tra scienza e fantascienza- manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale” edito da Medinova, è un libro che fa riflettere, sfruttando anche l’arma del sorriso, sulla capacità delle notizie false di manipolare la realtà e creare verità altre.

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Virus Fake news, evitare il contagio si può

Come difendersi dalle Fake news?

L’82,85% degli italiani non sa distinguere una notizia falsa da una vera. Il dato è preoccupante- afferma il professor Pira- e secondo uno studio americano i più grandi ‘spacciatori’ di fake news sono gli over 65, con qualunque scolarità, a seguire i ragazzi. Un altro aspetto grave è costituito dal fatto che il 65% delle persone che condividono bufale difficilmente le smentiscono, anche se esiste la dimostrazione scientifica e tangibile che quella notizia è falsa. L’unica strada per difenderci è quella di verificare sempre la notizia e l’attendibilità del sito che la propone. Negli Stati Uniti si sta cominciando a formare una nuova generazione di giornalisti che si dedicano solo alla verifica delle fonti proprio per stanare le bufale”.  

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