IL SARTO DELLA LUCE CHE ILLUMINA PADRE MANULI

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La correlazione fra arte, moda  e spiritualità al centro della tesi di laurea di padre Domenico Manuli che ha si è laureato in storia dell’arte cristiana e beni culturali della chiesa per contribuire a valorizzare il patrimonio artistico ecclesiastico. Il sacerdote, che durante il lokdown ha celebrato seguitissime messe su facebook,  sta ultimando anche un romanzo sulla figura di Gesù e le donne.

“Questa seconda laurea rappresenta il mio ieri ed il mio oggi. Ricorda il  mio vissuto di stilista di moda ma rispecchia perfettamente il mio essere sacerdote di oggi, ovvero quello studioso  che, attraverso la tesi di laurea approfondisce il rapporto profondo fra moda e chiesa, che non è qualcosa di fatuo o effimero, ma è una vera e propria espressione di identità. L’ultima parte delle opere di Matisse, il pittore sul quale ho costruito la mia tesi,  spiega che l’abito del sacerdote aiuta ad esprimere la relazione che c’è fra Dio e gli uomini. Ed io ho voluto rappresentare tutto questo.”

Davvero interessante questa idea di moda, arte e spiritualità spiegata in modo semplice ma appassionato da padre Domenico Manuli, parroco delle parrocchie di San Vincenzo a Tripi e di San Gaetano a Campogrande e Santa Maria del Rosario a Casale, anch’esse frazioni di Tripi, che ha appena conseguito una laurea in  Storia dell’Arte Cristiana e  Beni Culturali della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana a Roma.

Padre Domenico Manuli durante il lockdown ha celebrato ogni giorno in diretta  facebook delle messe che sono state seguite da oltre 15.000 persone in tutta Italia e nel mondo, sta disegnando una serie di bozzetti di Spose/Madonne  (che vuol far diventare un calendario) per sensibilizzare alla lotta contro la violenza sulle donne e prima di vestire i panni di sacerdote è stato stilista a Milano e cantante, duettando in un concerto con Giorgia e partecipando ad un’ edizione di Italia Got Talent.

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Il titolo della sua tesi di laurea è stato  “Il sarto della luce, le casule di Matisse per la Cappella di Vence.”

  • Domenico con questi tuoi scritti ci dici che l’abito fa il monaco?

“In questo caso si. La veste del sacerdote esprime la relazione che c’è fra Dio e gli uomini. Il primo sarto della storia è stato Dio che quando Adamo ed Eva ebbero bisogno di coprirsi diede loro delle tuniche.” .

  • Per parlare di arte e spiritualità hai scelto Matisse,  il cosiddetto sarto della luce, perché questa scelta?

“Il suo ultimo percorso artistico mi ha molto affascinato. Lui catturava la luce e la esprimeva con i suoi dipinti. Matisse concluse la sua carriera realizzando una cappella per le suore domenicane di Vence a Nizza in Francia. Di questa  non curò solo la realizzazione dell’edificio, ma anche gli interni, gli affreschi, gli arredi e persino gli abiti sacerdotali. Realizzò  sei casule una per ogni colore in base agli spazi dell’edificio. Matisse non fece solo una cappella ma un’autentica opera d’arte, tutto dentro aveva un suo significato, Matisse unì in modo sublime l’arte con la liturgia.”

  • Oggi sei diventato un esperto di arte sacra e  beni culturali della chiesa come valorizzerai queste tue competenze?

“La chiesa ha un grande patrimonio artistico ed è necessario valorizzarlo. I beni culturali, al di là del loro valore intrinseco,  hanno anche una grande missione, quella di aiutare  l’uomo a trovarvi all’interno i grandi valori universali. I beni culturali della chiesa sono vivi e parlano a chi sa ascoltare e vedere dentro di essi, ci parlano del passato, di ciò che ha fatto l’uomo ieri, ma vivono anche nel presente e ci indicano un futuro e una strada. Sarò molto felice di lavorare alla valorizzazione di tutto questo.”

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  • La storia  ci insegna che quando arte e religiosità hanno camminato insieme hanno creato sublimi opere d’arte.

“E’ proprio vero basti pensa a capolavori come  la pietà di Michelangelo,  la Cappella Sistina, i dipinti del Caravaggio, la Basilica di San Pietro, il Duomo di Milano, sono tutte opere queste che nascono dal rapporto fra arte e chiesa.  Questo rapporto non solo va recuperato, va anche valorizzato.”

  • Potremo leggere la tua tesi?

“Si, sarà pubblicata in un volume di prossima uscita  che sarà realizzato dalla professoressa Yvonne Dohna Schlobitten un’importante  studiosa specializzata  in filosofia e teoria dell’arte, che fa parte del Comitato Scientifico dell’Osservatore  Romano. E’ lei  che mi ha seguito e supportato durante tutto il percorso della tesi e la ringrazio tantissimo .  Mi ha fatto molto piacere ricevere anche  i complimenti del direttore della facoltà che si è detto entusiasta dei temi trattati e su questo argomento mi propongo di fare  anche un dottorato.  Matisse  fu il pittore preferito da Paolo Sesto. Quest’ultimo fra i pontefici fu quello che più di tutti amò l’arte, secondo lui c’era molta unione fra l’opera d’arte e la funzione religiosa.

  • Come procedono invece i disegni delle Spose/Madonne?

“Proseguono anche quelli, vorrei trasformarli in un calendario. Sto scrivendo anche un romanzo sulla figura di Gesù e le donne. In primo piano le donne della storia che hanno incontrato Gesù come la Maddalena, la Veronica,  la samaritana che raccontano il loro incontro, mi mancano ormai pochi  capitoli.”

Questo allora sarà il tema del nostro nuovo, prossimo incontro?

“Assolutamente si,  e non passerà molto tempo.”

 

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