COVID-19. «BASTA ALLARMISMI»: A TU PER TU CON L’INFETTIVOLOGO MONDELLO

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Sono stati mesi difficili, quelli passati in lockdown a causa dell’emergenza Covid-19, ma il peggio sembra essere passato. A confermarlo l’infettivologo Lorenzo Mondello, che ha spiegato a Me Style, quali sono le ipotesi future sugli sviluppi del virus in Sicilia e in Italia.

Come si presenta l’andamento del Coronavirus a Messina e in Sicilia? Possiamo ben sperare per l’estate?

L’andamento è stato buono e ora siamo nella fase del contagio zero, già raggiunto in diverse giornate, anche se saltuarie. In altri giorni abbiamo avuto pochi contagi, comunque il virus non circola in Sicilia già da diverse settimane, quindi le prospettive per l’estate sono buone.

L’Oms ha dato direttive adeguate riguardo ai tamponi, rispetto a questo momento dell’epidemia, perché ricordiamo che non siamo più a febbraio o marzo, quindi la valenza del tampone positivo è diversa da quella che era prima.

 

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Possiamo parlare di una possibile seconda ondata?

Al momento non ci dovrebbe essere una seconda ondata, per un semplice motivo: perché se il virus fino a ora non si è mutato e si è attenuato dal punto di vista della patogenicità. Non ci può essere una fase autunnale. Chi dice che ci sarà evidentemente deve sottintendere il fatto che ci possa essere un virus diverso.

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Possiamo dire che rispettando le regole possiamo stare tranquilli. Tutte le notizie date riguardo a questi ipotetici ritorni del Covid-19, generano un danno economico incredibile perché dopo l’esperienza vissuta con il lockdown, se alla gente diamo queste notizie con certezza e facilità anche (oggi non è possibile prevedere una situazione del genere) si diffonde la paura di tornare alla vita di tutti i giorni, di andare a mangiare una pizza fuori o fare shopping.

Ricordo, inoltre, che prevedevano 8mila casi in Sicilia ad aprile e così non è stato, era impossibile che i casi fossero così tanti, per l’andamento di quel momento. Ci siamo abituati a queste notizie sensazionali.

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Quali sono i motivi della forza che ha avuto il virus in zone come la Lombardia?

Il virus è iniziato in quella zona anche per gli scambi industriali e commerciali che loro hanno con la Cina. La Lombardia è stata colpita così perché c’è stato il ritardo nella presa d’atto e di coscienza di questo fenomeno che ormai era dentro casa, dentro la regione.

La Lombardia ha 10milioni di abitanti rispetto ai 60 milioni complessivi dell’Italia e ai 5 milioni della Sicilia. Sono stati riscontrati numeri importanti con alta densità di popolazione, che è un fattore importante in un’epidemia a trasmissione aerea.

Sono questi i fattori che hanno contribuito, poi aggiungiamo la “frenesia sociale” (come la chiamo io) del lombardo, di non rinunciare a nulla. Tuttavia il Covid-19 sta andando a scemare anche lì.

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