ORDINANZA “ANTI MOVIDA”, LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA NON CI STANNO

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L’Ordinanza Sindacale 187, firmata dal vicesindaco Salvatore Mondello è di quelle che non lasciano spazio ad interpretazioni. La movida a Messina dal lunedì al giovedì si deve fermare all’una di notte; mezz’ora in più a disposizione nelle serate di venerdì, sabato e domenica, quando i locali dovranno chiudere i battenti all’1.30. Ma non è tutto. Vietata anche la vendita di bevande alcoliche da asporto a partire dalle 20.00 e fino alle 8.00 e serrata anche per i distributori self service.

Il provvedimento giunge a seguito della riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza convocata dalla Prefetta Librizzi dopo i fatti accaduti lo scorso fine settimana nella zona del centro storico, quando una ragazzina di 12 anni si sarebbe sentita male dopo aver bevuto alcolici e come se non bastasse si è verificata una rissa finita con 4 denunciati e 2 feriti, due locali sospesi e uno verbalizzato per violazione delle norme anti assembramento.

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Da qui l’Ordinanza che alle Associazioni di Categoria appare inaccettabile. Confesercenti, Confcommercio, CNA, Confimprese Italia, CLAAI e Confartigianato Imprese della provincia di Messina in una nota giudicano la decisione dell’Amministrazione ingiusta, repressiva e incoerente.

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INGIUSTA PERCHE’…

Secondo le Associazioni colpisce mortalmente l’economia delle attività del settore della ristorazione.

 REPRESSIVA PERCHE’…

Intende affrontare il complesso tema del disagio giovanile- scrivono le Associazioni- soltanto con lo strumento della compressione delle libertà delle persone e delle attività economiche.

 INCOERENTE PERCHE’…

Perché sostenere che Messina sia una città turistica e poi chiuderne, di fatto, la fruizione significa, a giudizio delle sei Sigle, distruggere 20 anni di politiche turistiche e d’ingenti investimenti sostenuti dagli imprenditori della città.

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Confesercenti, Confcommercio, CNA, Confimprese Italia, CLAAI e Confartigianato Imprese sottolineano inoltre come l’Ordinanza sia arrivata in modo “improvviso e inaspettato” per loro, che, sostengono, non sono state invitate a partecipare ad alcun confronto su temi che le riguardano da vicino.

“Non possiamo non chiedere la revoca o la modifica sostanziale dell’Ordinanza- scrivono – invitando il Sindaco, non appena rientrerà, e l’Amministrazione ad aprire un tavolo con le Istituzioni ed i principali interlocutori che abbiano ruoli e competenze in materia di servizi sociali, turismo e sviluppo del commercio.

In caso contrario sarà inevitabile- proseguono- assumere tutte le iniziative, nessuna esclusa, che riterremo più opportune a difesa dei diritti, oggi gravemente compromessi, degli operatori economici della città”.

 

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Le Associazioni, scrivono nella nota, adotteranno la stessa linea di condotta anche nei confronti degli altri Sindaci di città turistiche ricadenti nel territorio della Città Metropolitana di Messina convocati l’11 giugno scorso in occasione del Comitato d’Ordine Pubblico e Sicurezza.

 

“Dispiace rilevare- continuano le Associazioni- che gli incredibili danni economici che causerà l’Ordinanza 187 saranno scontati da una stragrande maggioranza di bar, ristoranti, lidi, focaccerie, pub, pizzerie, delivery ecc. che ha sempre rispettato le regole, che ha sempre avuto fiducia nelle Istituzioni e che, dopo tre mesi di chiusura per l’emergenza pandemica, sperava in questi mesi estivi, per evitare di dover abbassare definitivamente le saracinesche.

Proprio nella logica della collaborazione con le Istituzioni siamo stati noi per primi a chiedere il pugno duro per chi vende alcol ai minori, così come abbiamo chiesto di rafforzare le attività di vigilanza a sostegno del divieto di assembramenti, chiedendo perfino l’uso dell’Esercito. 

Ed oggi non possiamo ricordare che dietro queste imprese vivono migliaia di famiglie, di piccoli imprenditori e dei loro lavoratori, che a causa degli effetti dell’Ordinanza 187 rischiano di perdere l’unica loro fonte di reddito. Ciò innescherà- concludono- inevitabili tensioni sociali dalle imprevedibili conseguenze”.

 

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