VI RACCONTO IO L’EL TOULÀ

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Il mecenate d’arte Antonio Presti figlio dei uno dei proprietari della storica discoteca messinese racconta a ME Style cosa ha rappresentato il celebre locale per la città di Messina e per il Sud Italia.

Sono passati quasi cinquant’anni ma Antonio Presti ricorda ancora con grande affetto l’affascinante decennio dell’El Toulà, la grande discoteca di via Cesare Battisti sita nello stabile della Multisala Apollo che ha fatto la storia del divertimento a Messina per circa un decennio.

Antonio, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte,  uomo sensibile, che ha dedicato tutto se stesso (compreso il suo patrimonio personale) per far trionfare l’arte in tutte le sue forme, noto per le sue lungimiranti e visionarie idee artistiche, dalla  Fiumara d’Arte a Tusa,  al Museo della Luce di Librino al  suo Museo Albergo Atelier sul Mare sin da giovane studente del Maurolico ha respirato la frizzante aria dell’El Toulà.  “Mio padre Angelo Presti e un gruppo di  imprenditori – racconta –  realizzarono  la prima mega discoteca del Sud Italia, la più importante da Roma in giù.”

 

  • Cos’era l’El Toulà per quegli anni?

“E’ quasi riduttivo dire che era la discoteca più all’avanguardia dei primi anni 70 del centro sud,  per quei tempi  l’ El Toulà era  un  simbolo  di costume,  un luogo che accoglieva i fermenti delle nuove generazioni alla ricerca di spazi dove esprimersi. Il locale nasceva con una visione innovativa del divertimento, non circolavano droghe, era frequentato da gente bellissima, da una generazione di ventenni e trentenni che concepivano il divertimento in modo puro mentre si apprestavano a diventare adulti responsabili e noti professionisti.”

  • Che anni erano quelli dell’El Toulà che prima di essere discoteca nacque come night
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“Erano anni di grande fermento, dopo il 1968 si affacciavano gli anni 70 con le loro mode, anche variopinte, l’El Toulà non solo accoglieva queste emozioni ma ne dispensava molte altre. Qui si esibirono artisti prestigiosi come Patty Pravo, Fred Bongusto, Riccardo Cocciante, Bruno Martino, Memo Remigi e persino Lucio Battisti. E la novità era che questi artisti non erano pagati a serata ma con compensi in contratti anche mensili. L’El Toulà lanciò la figura del dj e uno fra i più importanti fu Antonio Lo Giudice. Oltre ai cantanti sono passati altri artisti come Nino Frassica e Zeppe. L’El Toulà era il simbolo di una città che rinasceva e la sera il night aveva un fascino straordinario.”

  • A Messina c’erano anche l’Hi – Fi ed altri spazi di divertimento ma l’El Toulà si racconta che avesse qualcosa di particolare

“Mia madre lo vedeva come un luogo di perdizione, una certa città borghese inizialmente lo accolse con diffidenza poi cominciò a frequentarlo. L’El Toulà era una realtà nazionale che arrivava in  modo prorompente in una città provinciale come Messina, dove non esisteva  una  discoteca di grande livello. Si, c’erano anche l’Hi Fi ed altre realtà  ma l’El Toulà era un luogo unico, era elegantissimo, con la sua moquette nera e le sedie arancioni, la pista era in alluminio e poi c’erano delle suggestive installazioni luminose. Fu una bella parentesi per la città, un’atmosfera bella e di classe dove ritrovarsi.

  • Perché finì tutto?

“I proprietari non erano gestori, dopo un bel po’ non ebbero più interesse,  sposarono il progetto dell’Acr Messina nel calcio e decisero di chiudere questa fortunata esperienza. Di certo è stato regalato all’inerte città di Messina un momento di vera eccellenza, una grande esperienza culturale e di aggregazione.”

 

  • E tu ci andavi all’El Toulà
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“Assolutamente si, ero il tramite gratuito di tutti gli amici della scuola, quando arrivavo io entravano le comitive, i pass non esistevano, il pass ero io, il sabato pomeriggio tutto il Liceo maurolico si radunava là.”

 

Nanda Vizzini 

“All’El Toulà nel 1974 ho festeggiato i miei 18 anni.” Ricorda Nanda Vizzini, figlia dell’indimenticato fotoreporter Michelangelo Vizzini. “Organizzammo  una festa bellissima, una rarità per l’epoca, tanto che dopo la mia  nacque l’usanza di festeggiare  i compleanni nei locali. Per il mio evento  ordinammo un ricco buffet di rustici, torta e dolci  all’Irrera e ci divertimmo tantissimo. Eravamo tutti eleganti. Allora a ballare si andava  la domenica pomeriggio e rigorosamente a piedi,  non c’erano tante auto e con i miei amici camminavamo liberamente in  strada.”

 

Antonio lo Giudice

“L’Hi fi mi aveva lanciato, ma al richiamo dell’El Toulà non si poteva resistere e così ho accettato la proposta della proprietà.” Ricorda Antonio Lo Giudice storico dj di Messina per tre anni alla console del mitico dancing. “All’inizio degli anni 70 l’El toulà era il massimo! Tanti ragazzi e tanta bella gente veniva da Napoli, da Salerno e si fermava in città  per il week end. Ai tavoli si serviva champagne! Io passavo la musica più bella del tempo, dalla prima discomusic, ai pezzi di James Brown, Otis Redding e quando dopo le 21 l’El Toulà diventava night suonavano i lenti, canzoni dei Pooh e tanti altri. Faceva una certa sensazione vedere anche i grandi artisti, una di quelle che mi impressionò di più fu  Patty Pravo già allora aveva..il suo carattere!

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