PARRUCCHIERI ED ESTETISTE #TagliatiFuori DALLA FASE 2. SCATTA LA PROTESTA

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Un hashtag emblematico per riassumere le ragioni di una protesta che unisce i parrucchieri e i titolari di centri estetici a Messina. Sono stati infatti #TagliatiFuori dalle scelte di un Governo che non si è curato abbastanza di queste categorie, imponendo una fase 2 che le penalizza oltremodo, dal momento che per riaprire i loro locali dovranno aspettare il mese di giugno.

Da qui la manifestazione simbolica prevista per lunedì 4 maggio alle 9, quando per venti minuti si accenderanno le luci dei saloni di bellezza e verranno esposti cartelli con l’hashtag che li rappresenta.

“Quello che chiediamo- scrivono in una nota- è di non essere #TagliatiFuori da questa fase, chiediamo di poter riaprire al più presto con delle linee guida ufficiali che riguardano la sanificazione e le disposizioni anti Covid, l’igiene e l’accoglienza, chiediamo di avere una liquidità sotto forma di prestiti a fondo perduto, chiediamo maggiore tutela per i nostri dipendenti, chiediamo che il sistema di tassazione con le relative scadenze venga rivisto e rielaborato, altrimenti ci ritroveremo ad abbassare definitivamente le saracinesche”.

Come dargli torto? I firmatari della lettera inviata alla Stampa in realtà rappresentano un esercito di operatori del beauty messinesi, a cui vanno aggiunte le loro famiglie, costrette ad affrontare una situazione economica disperata. Basti pensare che a causa della chiusura obbligata le perdite in termini di incassi si aggirano attorno al 70/80% e  gli aiuti messi in campo dal Governo inoltre non sono sufficienti e in molti casi nemmeno ancora percepiti.

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“Il bonus di 600 euro- proseguono- per noi è un’umiliazione: non è nulla in confronto a quanto siamo tenuti a pagare in termini di tasse e contributi. I nostri collaboratori e dipendenti stanno affrontando una situazione gravissima non avendo ancora oggi percepito alcun reddito dai rispettivi fondi bilaterali di appartenenza”.

Le cose non vanno meglio se si parla di accesso ai finanziamenti agevolati previsti dal “Cura Italia”, che secondo i manifestanti andrebbero concessi in toto a fondo perduto e senza le lungaggini burocratiche e bancarie che nonostante tutto persistono. Un ostacolo in più verso l’ottenimento di un prestito di cui in “tempi normali” non avrebbero avuto bisogno.

A quanto lamentato si unisce  il triste fenomeno del lavoro nero che, dicono, sta dilagando a dismisura penalizzando ulteriormente chi come loro ha sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo. Servono maggiori controlli per
stanare gli abusivi dunque, a tutela sia degli interessi di coloro che operano nella legalità, che soprattutto della salute dei cittadini, in un momento in cui seguire le regole di igiene e di prevenzione dal contagio è fondamentale.

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“Chiediamo- proseguono- che ci venga restituita la nostra dignità, finora calpestata senza ritegno da tutte le
decisioni prese dal Governo e dalla Regione”.

#TagliatiFuori è un’iniziativa che Me Style seguirà sia sul magazine online che sui canali social con dirette e approfondimenti. L’appuntamento è per lunedì 4 maggio a partire dalle 9.

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