IL MATRIMONIO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS, CATERINA E TIZIANA RAGUSA: “SPOSE, CONTINUATE A SOGNARE IL VOSTRO GIORNO PIU’ BELLO”

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Le regole sui matrimoni ai tempi del Coronavirus le ha
dettate il Viminale. Sposarsi si può, ma a condizione che il rito si svolga
«alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni e siano
rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i celebranti». Niente feste,
niente damigelle, niente amici, insomma.

Questa la legge e, vista la situazione non può che essere
condivisibile. Ma come l’avranno presa i promessi sposi che magari avrebbero
dovuto convolare a nozze nei mesi tra primavera ed estate, quelli più gettonati
per il fatidico sì?

Tiziana e Caterina Ragusa, per tutti “Le sorelle delle Spose”, titolari di un prestigioso
atelier messinese di abiti per sposi e cerimonia, ci raccontano come il
Covid-19 ha cambiato il mondo del wedding.

“Inizialmente nelle nostre spose c’è stato un attimo di sconcerto, ma c’era anche la speranza che la situazione si potesse risolvere in breve tempo. Ma quando si è compreso che non era così, tutte le coppie che avrebbero dovuto sposarsi nei mesi di aprile, maggio e giugno sono ricorse al piano B, ovvero hanno rimandato le nozze o al 2021 per affrontare tutto con più serenità, oppure tra settembre e ottobre 2020. Molte si accontenteranno di fissare la cerimonia in un giorno infrasettimanale, mentre di solito si preferisce il sabato. Una sola coppia ci ha detto che se la situazione non dovesse sbloccarsi a breve, opterà per sposarsi lo stesso, ovviamente adeguandosi alle regole imposte dal Governo”.

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Come vi rapportate in questo periodo con le spose?

“Vista la grande incertezza sul futuro ovviamente non abbiamo smesso si seguirle e supportarle a
distanza, anche psicologicamente.  Abbiamo chiamato tutte le spose una per una
chiacchierando a lungo con loro,  facciamo dirette sui social, mandiamo video,
rispondiamo alle loro domande e abbiamo creato un numero WhatsApp dedicato. In
questo momento la consueta ansia da matrimonio è notevolmente amplificata, non
solo nelle spose, ma anche nelle loro mamme. Molte sono deluse, amareggiate a
anche parecchio arrabbiate. Noi cerchiamo di tranquillizzarle, proviamo ad
infondere loro fiducia”.

Come imprenditrici quanto ha inciso l‘emergenza sanitaria sul vostro lavoro?  

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“Noi abbiamo dovuto chiudere quasi subito, perché il nostro è un lavoro che presuppone il contatto
fisico con la clientela quando prendiamo le misure per gli abiti. Nel solo
mese di marzo avevamo fissato una decina di appuntamenti al giorno e seguivamo
circa 200 coppie per i matrimoni dei prossimi mesi. A questi vanno aggiunte
anche le altre cerimonie: comunioni, battesimi, i 18esimi compleanni ed altre
ricorrenze, tutte rimandate. La nostra è una piccola attività e dunque abbiamo
subito un colpo molto duro anche perché ci ritroviamo a dover affrontare
ugualmente delle spese, vedi il pagamento dei fornitori e le utenze. A differenza
delle grandi aziende, che hanno le spalle larghe, noi certamente stiamo pagando
un prezzo molto più alto”.

Infine un messaggio di speranza alle future spose

“L’amore vince su tutto e dovete continuare sognare il vostro giorno più bello. Un giorno che è solo rimandato, ma sarà proprio come lo avevate immaginato. Continuate ad amare e a credere nella favola, che si avvererà certamente”.

 

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