TORNEREMO A MANGIARE LA CARBONARA A TRASTEVERE

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Alberto Bruno, avvocato messinese, dal 2015 a Roma, ci porta nel cuore della Citta Eterna che così non abbiamo mai conosciuto. Il suo volto, il suo stato d’animo in un omaggio alla capitale che non si arrende.

Roma, marzo 2020. Ed il colpo di scena è arrivato. Ma questa volta non sei tu la protagonista, mia cara Roma.

Eh si, perché in maniera del tutto imprevedibile, tutto è stato completamente travolto, spento, azzerato, come se niente fosse mai esistito, come se nessuno avesse mai passeggiato per i tuoi vicoli, come se nessuno si fosse mai innamorato dei tuoi colori, dei tuoi profumi, delle tue albe e dei tuoi tramonti.

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E persino tu che sei la regina per eccellenza (tant’è che alcuni in passato – se non lo sapevi – ti hanno persino definito Caput Mundi o Città eterna) e che hai sempre resistito a tutto, stavolta hai dovuto il cedere il passo di fronte ad un mostro invisibile più di grande, non solo di noi, ma persino di te e della tua grandezza.

 

 

Da te che, peraltro, sei sempre così frenetica ed inarrestabile che, alle volte, si ha la sensazione che non basti una sola vita per capirti a pieno.

Nessuno sa quando tutto questo finirà, non sappiamo quando torneremo a rivivere la festa di Trastevere, a risentire il fragorio di Campo de’ Fiori, a rivedere l’alba dalla terrazza del Gianicolo ed a sentirci fieri di Te dalla scalinata di Trinità dei Monti. Non lo sappiamo.

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Sappiamo soltanto che noi restiamo qui, increduli, attoniti, basiti, dietro queste soffocanti mascherine, ad ascoltare il Tuo fragoroso silenzio, perché se in questi giorni surreali abbiamo dovuto accettare di rinunciare alle nostre vite, di certo non saremo mai disposti a rinunciare alla tua Grande Bellezza.

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